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“Crescita esterna, sviluppo e creazione di valore” di A. Lanzavecchia e F. Santorum
La finanza aziendale distingue lo sviluppo dalla crescita: opportunità di investimento con valore attuale netto (NPV) positivo dei flussi di cassa attesi sviluppano l’impresa perché ne accrescono il valore, investimenti con NPV nullo o negativo determinano solamente crescita dimensionale (fatturato, capitale investito), che, lungi dal generare valore, lo distrugge.
Nell’ambito dello sviluppo di impresa, si è soliti distinguere tra sviluppo ordinario e sviluppo straordinario. Il primo, è generato da opportunità di investimento caratterizzate da fabbisogni finanziari compatibili per dimensione e manifestazione temporale con la capacità di funding ordinaria. Il secondo, è generato da opportunità di investimento che abbisognano di decisioni di natura straordinaria, riguardanti la struttura proprietaria o la corporate governace.
La distinzione concerne dunque la diversa natura dell’investimento: lo sviluppo ordinario è affrontabile con la struttura già a disposizione dell’impresa, lo sviluppo straordinario implica il coinvolgimento di un soggetto esterno. La crescita esterna potrebbe allora essere un’opportunità di sviluppo ordinario per alcune, straordinario per altre.
Ciò che rende omogeneo il profilo di analisi è il termine “sviluppo”: affinché ci sia sviluppo, tramite crescita esterna, è necessario che vi sia creazione di valore. Nel prosieguo verranno analizzate le determinanti per le acquisizioni value-driven. Successivamente, verranno esposte analisi empiriche sul mercato dell’M&A e la creazione di valore per l’azionista.
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