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Sistemi di misurazione della performance multidimensionali: il Balanced Scorecard di Riccardo Silvi e Andrea Raschi


A partire dalla fine degli anni ’80, i sistemi di misurazione per il controllo di gestione basati prevalentemente su dimensioni monetarie e contabili sono stati oggetto di crescenti critiche e frequenti revisioni.

La causa fondamentale di tale processo revisionistico è essenzialmente da ricondurre al sempre più complesso contesto competitivo caratterizzato, nella prevalenza dei casi, da sopravvenute maturità dei cicli di vita dei prodotti/settori, innovazioni tecnologiche e crescente globalizzazione dei mercati. In questi contesti, molte imprese hanno perseguito la creazione del valore economico facendo leva simultaneamente su efficienza ed efficacia e quindi su una pluralità di dimensioni (fig. 1) non sempre facilmente catturabili dai sistemi di misurazione allora in uso.

La risposta a tali nuove esigenze si è concretizzata da una parte sofisticando ulteriormente i sistemi contabili e le tecnologie di rilevazione (ad esempio introducendo il concetto di valore economico come parametro capace di cogliere simultaneamente aspetti economici di breve e di medio-lungo termine, l’activity based costing, sistemi informativi evoluti quali quelli integrati, …), dall’altra, ampliando gli oggetti della misurazione a dimensioni non contabili.

Prassi e dottrina hanno prodotto numerosi contributi in tema di misurazione della performance multidimensionale, tra questi, il balanced scorecard è quello che al momento sembra avere acquisto più notorietà e acceso dibattiti circa la sua utilità e applicabilità. In questo articolo si illustrano le caratteristiche principali di tale strumento.

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