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Economia


03/08/2009

Profonda la crisi nell'industria italiana dell'ICT

Dopo la già marcata riduzione del volume d’affari subita nell’anno 2008 (-8,9%), le previsioni di chiusura 2009 segnalano riduzioni tra il 25% e il 30% del fatturato e degli ordinativi per l’industria italiana dell’ICT (Information and Communication Technology).
Nell’ultimo biennio si è rilevato un calo degli addetti del settore che solo per gli addetti propri - senza considerare l'indotto e senza considerare le collaborazioni interinali ed esterne - è stimabile in 1600 unità. Questo fenomeno ha un forte impatto anche sull'indotto, stimabile in ulteriori 4.000 posti di lavoro che andranno persi entro la fine del 2009.
"Ciò a causa del grave impasse, non ancora risolto, relativo alla indisponibilità dei fondi per il Digital Divide e la larga banda e alla mancanza di chiarezza nel quadro regolatorio per lo sviluppo delle reti di nuova generazione” ha dichiarato il Presidente di Confindustria ANIE Guidalberto Guidi. “Tutto ciò si è tradotto in un crollo degli investimenti che rende il futuro molto incerto in termini di sopravvivenza delle piccole medie imprese e della presenza delle multinazionali in Italia, come ha dimostrato lo studio di settore ANIE ANITEC” ha proseguito Guidi. “I dati emersi sono significativi e confermano i pesanti risvolti sia sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo sia sul fronte occupazionale.
Questa situazione congiunturale indebolisce la fiducia delle imprese e rischia di avere conseguenze molto negative sulla capacità di mantenimento in Italia del know-how esistente nel settore delle telecomunicazioni” ha commentato il Vice Presidente ANIE ANITEC.
Cristiano Radaelli. “In assenza di interventi efficaci e tempestivi” ha concluso il Presidente di Confindustria ANIE Guidi “il 2010 per il settore industriale dell'ICT può diventare un anno catastrofico soprattutto dal punto di vista dell'occupazione”. 


Fonte: Anie