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Settori economici
Tessile e Abbigliamento16/01/2009
Le aziende del settore abbigliamento: analisi triennio 2005-2007
Sono di seguito mostrati i risultati dell’analisi effettuata sui bilanci 2005, 2006 e 2007 sulle società di capitali italiane operanti all’interno del settore classificato nei seguenti codici Ateco 2007:
14.11 Confezione di abbigliamento in pelle
14.13 Confezione di altro abbigliamento esterno
14.19.1 Confezioni varie e accessori per l'abbigliamento
L’analisi è calcolata sul bilancio somma derivante dai bilanci delle ditte attive con bilanci disponibili sui tre anni di indagine.
L’analisi mostra un progresso per le aziende del settore nel triennio 2005-2007; crescono i ricavi complessivamente del 13,4%, aumenta il numero di addetti (+5.6% nel triennio) e aumentano i capitali investiti (+11,2% la variazione misurata sui capitali investiti dalle aziende del settore).
Analizzando in dettaglio il conto economico aggregato, a fronte della crescita misurata sui ricavi, si rileva la sostanziale stabilità dei costi operativi. L’incidenza dei costi totali della produzione nel triennio considerato si mantiene stabile e garantisce margini caratteristici positivi. Le principali voci di costo aziendale (consumi, lavoro e servizi) si mantengono stabili in termini di incidenza percentuale.
Il margine operativo lordo è pari all’8,4% per tutti gli anni indagati, la redditività operativa cresce dello 0,4% in termini di incidenza percentuale sul valore della produzione, coadiuvata dal ridimensionamento di accantonamenti e ammortamenti.
L’apprezzamento dei risultati positivi della gestione accessoria controbilancia l’incremento del peso (+0,3% tra 2005 e 2007) degli oneri finanziari e mantiene positivo (pari al 5,4% del valore della produzione nel 2007) e in leggera crescita (+0,4% nel triennio) il reddito di competenza.
I redditi netti prodotti dalle aziende del comparto si mantengono positivi (pari al 2,8% nel 2007) e in moderata crescita (+0,5% tra 2005 e 2007).
La situazione patrimoniale delle aziende del comparto mostra una situazione di sostanziale stabilità nel triennio e, in generale, una buona solidità.
Le consistenze patrimoniali non subiscono variazioni di rilievo nei tre anni considerati; ciò nonostante, a fronte di una uniformità sostanziale nelle principali consistenze, si registra una flessione delle immobilizzazioni tecniche e immateriali ed un incremento delle immobilizzazioni finanziarie, partecipazioni e titoli in particolare (il peso sale al 9,3% nel 2007).
L’equilibrio tra attività correnti e consolidate si mantiene, come sopra esposto, sostanzialmente stabile.
L’analisi delle fonti di finanziamento ricalca quanto evidenziato per gli impieghi di capitale; si mantiene sostanzialmente stabile la composizione dei principali aggregati (passività correnti e consolidate), ma si evidenziano ugualmente alcune variazioni di rilievo. A fronte di una flessione, rispettivamente pari a allo 0,7% ed allo 0,3% sul triennio per passività correnti e consolidate, si registra una crescita dei debiti verso banche (a breve e lungo termine). Ciò dimostra l’inasprimento del peso degli oneri finanziari sui conti economici delle aziende analizzate.
L’analisi degli indicatori di performance calcolati sul bilancio somma delle aziende del settore conferma la positiva situazione.
La redditività delle aziende è soddisfacente; i ritorni sui capitali investiti e sui capitali propri sono in crescita, la redditività delle vendite continua a progredire, ma resta al di sotto dei sei punti percentuali.
Anche l’efficienza delle aziende nel triennio considerato migliora; ricavi e valore aggiunto per addetto si presentano infatti in crescita. I cicli produttivi delle aziende migliorano e sono necessarie minori unità di lavoro impiegate a parità di fatturato e costi operativi sostenuti.
L’esame degli indicatori dell’area finanziaria e patrimoniale conferma la buona situazione delle aziende del comparto con riferimento all’area indagata.
Rapporto corrente e indice di liquidità primaria sono stabili e su livelli consistenti, gli indici del margine di struttura sono in crescita e comunque su livelli che possono ritenersi adeguati.
Anche la durata del ciclo finanziario si mantiene stabile.
Analizzando il dettaglio delle fasce di fatturato, è possibile osservare che le aziende di maggiori dimensioni (superiori a 50 milioni di € di fatturato) nel comparto si confermano maggiormente performanti.
La redditività netta delle aziende, sostenuta dalla minor incidenza del costo del lavoro e degli oneri finanziari, aumenta al crescere della dimensione aziendale. Per le aziende con fatturato superiore a 50 milioni di Euro il reddito netto di esercizio raggiunge quasi il 5% del valore della produzione, mentre le società di minori dimensioni (inferiori a 2 milioni di Euro di fatturato) ottengono una redditività netta negativa.
L’esame degli indicatori di performance aziendale con dettaglio sulle fasce di fatturato evidenzia risultati in aumento al progredire della dimensione aziendale.
Le società di maggiori dimensioni (con fatturato superiore a 50 milioni di Euro) evidenziano risultati in termini di redditività ed efficienza ben al di sopra delle medie di settore. Come di seguito riportato, la redditività delle vendite, che viene normalmente intesa come indicatore di posizionamento competitivo, presenta valori positivi (sopra i 7 punti percentuali) per le “big”.
L’efficienza segue la dinamica dimensionale delle aziende del comparto e si registrano performance di rilievo per le società con fatturato superiore ai 10 milioni di Euro.
Da rilevare il fatto che il costo del lavoro per addetto mostra una dinamica apparentemente contraria alla efficienza ed alla redditività aziendale. Al crescere della dimensione aziendale, progredisce infatti il costo del lavoro per addetto e parallelamente migliora la redditività delle aziende e la loro situazione finanziaria e patrimoniale. Ciò ad evidenza di un maggior ricorso a top e middle management per le aziende di maggiori dimensioni; i risultati sembrano premiare le realtà aziendali più strutturate, all’interno delle quali siano presenti anche professionalità in grado di gestire efficacemente attività core e di supporto.
I giudizi sulle performance delle aziende per l’area finanziaria e patrimoniale migliorano, come per le altre aree di gestione, al crescere della dimensione. Analizzando in dettaglio le strutture patrimoniali, suddivise per fasce di fatturato, si rileva un incremento del peso degli oneri finanziari sui risultati della gestione al ridursi della dimensione aziendale e, in generale, un miglior giudizio sulla struttura delle fonti per le “big”.
Il campione analizzato è composto da 2.572 società di capitali italiane con bilanci disponibili per tutto il triennio 2005-2007.
Fonte: infoManager
