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Settori economici
Mezzi di trasporto31/03/2008
Autobus - primo bimestre del 2008: primi segnali dal mercato
L'esame dei dati di immatricolazione del primo bimestre del 2008 denota il permanere di una situazione di mercato statica, in cui i volumi di immatricolazione si attestano intorno alle 820 unità, in linea con il dato del 2007. Le marche nazionali - con circa 450 veicoli immatricolati - migliorano la propria quota e mantengono la leadership di mercato, che sale al 54,6% da inizio anno.
Dall'analisi specifica dei segmenti si evidenzia che gli autobus di Classe 1 crescono del 17,3%, mentre quelli di Classe 2 accusano una flessione del 16,9%: nel complesso queste due tipologie di veicoli (i cosiddetti finanziati ) segnano il passo, con un ritardo del 4,9% rispetto allo stesso bimestre del 2007.
Ciò conferma quanto ANFIA aveva previsto ad inizio anno, quando si sottolineava che la mancanza di adeguati finanziamenti avrebbe rallentato la dinamica di mercato. Ulteriore elemento di preoccupazione emerge dall'andamento delle gare assegnate, in flessione del 48% rispetto al 2007.
Secondo il dottor Giuseppe Lepore, uno degli amministratori delegati della Rampini S.p.A.: "Anche noi dobbiamo prendere atto che le aziende di trasporto pubblico soffrono di una prolungata mancanza di finanziamenti che permetta loro di pianificare il minimo e necessario adeguamento del parco degli automezzi. La domanda è sotto la soglia minima che consente di affrontare con tranquillità qualsiasi sviluppo di prodotto da parte dei costruttori e il perdurare di questa situazione, oltre che danneggiarci, reca danno anche alle aziende utilizzatrici.
La Rampini è fortemente interessata a declinare la gamma dei propri prodotti in diverse versioni "eco-compatibili" ma, per portare avanti progetti sicuramente utili al mercato, occorre una domanda complessiva sicuramente più sostenuta. Noi operiamo in una nicchia del più ampio mercato degli autobus urbani, quella degli autobus da 7 a 8 metri, ma nonostante ciò, siamo comunque costretti a sopportare notevoli costi sia per l'adeguamento alle normative in continua evoluzione ed anche rilevanti costi fissi.
Il nostro fatturato non dipende solo dal settore autobus e, pur se possiamo compensare in parte queste spese, dobbiamo constatare che la scarsa domanda in tutto il comparto rende difficile effettuare investimenti."
Dall'analisi specifica dei segmenti si evidenzia che gli autobus di Classe 1 crescono del 17,3%, mentre quelli di Classe 2 accusano una flessione del 16,9%: nel complesso queste due tipologie di veicoli (i cosiddetti finanziati ) segnano il passo, con un ritardo del 4,9% rispetto allo stesso bimestre del 2007.
Ciò conferma quanto ANFIA aveva previsto ad inizio anno, quando si sottolineava che la mancanza di adeguati finanziamenti avrebbe rallentato la dinamica di mercato. Ulteriore elemento di preoccupazione emerge dall'andamento delle gare assegnate, in flessione del 48% rispetto al 2007.
Secondo il dottor Giuseppe Lepore, uno degli amministratori delegati della Rampini S.p.A.: "Anche noi dobbiamo prendere atto che le aziende di trasporto pubblico soffrono di una prolungata mancanza di finanziamenti che permetta loro di pianificare il minimo e necessario adeguamento del parco degli automezzi. La domanda è sotto la soglia minima che consente di affrontare con tranquillità qualsiasi sviluppo di prodotto da parte dei costruttori e il perdurare di questa situazione, oltre che danneggiarci, reca danno anche alle aziende utilizzatrici.
La Rampini è fortemente interessata a declinare la gamma dei propri prodotti in diverse versioni "eco-compatibili" ma, per portare avanti progetti sicuramente utili al mercato, occorre una domanda complessiva sicuramente più sostenuta. Noi operiamo in una nicchia del più ampio mercato degli autobus urbani, quella degli autobus da 7 a 8 metri, ma nonostante ciò, siamo comunque costretti a sopportare notevoli costi sia per l'adeguamento alle normative in continua evoluzione ed anche rilevanti costi fissi.
Il nostro fatturato non dipende solo dal settore autobus e, pur se possiamo compensare in parte queste spese, dobbiamo constatare che la scarsa domanda in tutto il comparto rende difficile effettuare investimenti."
Fonte: Anfia
