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Economia


01/02/2008

Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: dicembre 2007

Alla fine di dicembre 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore (parte economica) riguardano il 52,6 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota del monte retributivo osservato anch’essa del 52,6 per cento.
Nel mese di dicembre 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 119,7 per cento, con una variazione congiunturale nulla rispetto al mese precedente e con un incremento del 2,0 per cento rispetto a dicembre 2006. L’aumento medio registrato nel 2007 rispetto all’anno precedente, è del 2,3 per cento.

Nel mese di dicembre 2007 l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali relativo all’intera economia è rimasto invariato rispetto al mese precedente, a causa della limitata incidenza delle applicazioni contrattuali avvenute. In particolare, si registra l’aumento tabellare per i dipendenti dei trasporti aerei (personale di terra dell’Alitalia) e l’aggiornamento di specifiche indennità sia nell’accordo attività ferroviarie settore indotto, sia in alcuni contratti provinciali dell’edilizia (indennità territoriali). Nel mese di dicembre sono stati inoltre rinnovati gli accordi chimiche, energia e petroli, energia elettrica, autorimesse e autonoleggi, lavanderie e tintorie e pulizie locali i cui effetti economici si registreranno nei prossimi mesi. Si segnala, infine, che sempre a dicembre è stata siglata l’ipotesi di intesa per i dipendenti del credito sulla cui ratifica i lavoratori sono chiamati ad esprimersi da gennaio 2008.

L’aggiornamento in due province degli importi relativi a una o più delle indennità fissate a livello territoriale dal contratto dell’edilizia determina un incremento medio delle retribuzioni3 del settore di dimensioni minime (meno di mezzo euro) e una variazione congiunturale di più 0,1 per cento del relativo indice orario.
A dicembre 2007 per i dipendenti dei servizi a terra Alitalia si registra, oltre alla corresponsione della seconda e ultima tranche di aumenti tabellari mensili, anche il contestuale aggiornamento di alcune indennità (elemento distinto della retribuzione e indennità giornaliera): ne consegue un aumento complessivo di circa 129 euro pro capite, che corrisponde a una variazione congiunturale dell’indice orario di contratto di più 5,8 per cento e di quello della branca dei trasporti di più 0,3 per cento .
Per gli operai regolati dal contratto attività ferroviarie – settore indotto ferroviario (ex servizi di appalto delle ferrovie) si registra, a partire dal mese di dicembre, un aumento dell’indennità di lavoro domenicale; ne consegue una crescita retributiva media nell’intero settore di circa 10 euro e una variazione congiunturale dell’indice di contratto di più 0,5 per cento, senza effetti, tuttavia, nell’aggregato attività connesse ai trasporti che comprende l’accordo.
Ai dipendenti regolati dall’accordo case di cura private è stato corrisposto un importo, parametrato per livello, del valore medio di circa 1.080 euro, per le competenze arretrate relative all’anno 2005.
Come segnalato in precedenza, nel corso del mese di dicembre, hanno avuto luogo numerosi rinnovi contrattuali, per i quali i primi benefici economici si registreranno da gennaio 2008 (in pubblicazione nel prossimo comunicato). Più in dettaglio, per i dipendenti dell’accordo pulizie locali e lavanderie e tintorie è stato siglato l’accordo relativo al quadriennio normativo e al primo biennio economico. Per i contratti chimiche, energia e petroli, energia elettrica e autorimesse e autonoleggi, si tratta, invece del rinnovo del secondo biennio economico; per i primi due accordi si è giunti alla sigla in anticipo rispetto alla naturale scadenza (31 dicembre 2007), mentre l’attesa è stata rispettivamente di 5 e 4 mesi per energia elettrica e autorimesse ed autonoleggi.

Nel mese di dicembre, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,0 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: assicurazioni (più 5,7 per cento), militari-difesa (più 5,5 per cento), ministeri (più 5,2 per cento), forze dell’ordine (più 4,9 per cento), servizi privati alle famiglie (più 4,7
per cento) e attività radiotelevisive (più 4,4 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano negli aggregati: comparti di contrattazione collettiva4 (più 0,5 per cento), credito e servizi privati alle imprese (per entrambi, variazione tendenziale di più 0,8 per cento), commercio (più 1,0 per cento). La variazione risulta nulla in importanti comparti della pubblica amministrazione, ossia regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e scuola (quest’ultimo in attesa degli aumenti retributivi che deriveranno dall’applicazione dell’accordo approvato alla fine di novembre).
Il valore medio dell’indice orario delle retribuzioni contrattuali per l’anno 2007 risulta pari a 118,7, con una variazione rispetto al valore medio dell’anno 2006, di più 2,3 per cento. Variazioni tendenziali annue delle retribuzioni contrattuali orarie significativamente superiori alla media si osservano nelle seguenti attività: edilizia (più 4,4 per cento); energia elettrica, gas e acqua (più 4,0 per cento); gomma e plastiche (più 3,9 per cento); servizi privati alle famiglie (più 3,7 per cento); chimiche e agricoltura (entrambe con più 3,6 per cento). Gli incrementi più contenuti si osservano, invece, nei comparti: credito (più 0,4 per cento); pubblici esercizi e
alberghi (più 1,0 per cento); ministeri (più 1,1 per cento); per il comparto scuola si registra una variazione annua nulla.
Nel mese di dicembre 2007 la quota dei contratti in vigore è pari al 52,6 per cento. Alla fine del mese risultano in vigore 55 accordi che regolano il trattamento economico e normativo di circa 6,4 milioni di dipendenti.

La quota di contratti nazionali vigenti sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è totale nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia e molto elevata nel settore trasporti, comunicazioni e attività connesse (84,5 per cento). Gradi di copertura intermedi si riscontrano nei settori industria in senso stretto (52,5 per cento) e attività della pubblica amministrazione (60,1 per cento). Valori inferiori caratterizzano, invece, i settori del commercio, pubblici esercizi e alberghi (22,8 per cento) e servizi privati alle imprese e alle famiglie (26,9 per cento, in deciso aumento rispetto al valore di novembre per l’entrata in vigore di due accordi). Infine, una copertura molto limitata si riscontra nel settore del credito e assicurazioni (12,9 per
cento), in attesa dell’entrata in vigore del contratto del credito.
La stagione contrattuale del 2007 è risultata particolarmente intensa sia in termini di contratti rinnovati, sia di lavoratori coinvolti: si è, infatti, registrato il rinnovo di 34 contratti che hanno coinvolto più di 3,9 milioni di dipendenti, pari, in termini di monte retributivo contrattuale, al 34,6 per cento del totale preso a riferimento per il calcolo dell’indice generale. Dei contratti recepiti, 19 sono relativi alla parte normativa quadriennale, 12 al secondo biennio economico e 3 al rinnovo contestuale del primo e secondo biennio; a livello settoriale, 11 accordi appartengono all’industria, 17 ai servizi destinabili alla vendita e 6 alle attività della pubblica amministrazione.

In particolare, durante l’anno, sono stati rinnovati nel settore industriale i seguenti accordi: alimentari, olearie, carta e cartotecnica, energia e petroli, chimica, vetro, ceramica, energie elettrica, gas-acqua (con le articolazioni servizi municipalizzati, gas aziende private e acqua aziende private).
I contratti rinnovati appartenenti ai servizi destinabili alla vendita sono: pubblici esercizi e alberghi, trasporto merci su strada, trasporti marittimi, trasporti a terra (Alitalia), poste, agenzie recapiti espressi, telecomunicazioni, servizi di magazzinaggio, autorimesse e autonoleggio, servizi portuali, assicurazioni, case di cura private, lavanderie e tintorie, pulizie locali, scuola privata laica e religiosa, Rai.

Nella pubblica amministrazione, sono stati rinnovati i seguenti accordi: ministeri, enti pubblici non economici, scuola, forze dell’ordine sia ad ordinamento civile che militare e militari difesa.
Alla fine dell’anno 2007 risultano scaduti 21 contratti che interessano circa 5,8 milioni di dipendenti con una quota di monte retributivo del 47,4 per cento sul totale. Come di consueto, il mese di dicembre è l’ultimo di validità di numerosi accordi. La quota di contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore rispetto a quelli osservati, che alla fine di dicembre era pari al 52,6 per cento, da gennaio 2008, in assenza di rinnovi, scenderà al 24,8 per cento in termini di monte retributivo contrattuale, restando costante fino ad aprile 2008 quando si ridurrebbe ulteriormente al 20,7 per cento. Alla fine di giugno 2008, il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi risulterebbe pari al 79,3 per cento, contro il 47,3 per cento della fine di dicembre 2007.
L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2008 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di dicembre 2007, presenta un incremento dell’1,3 per cento. Oltre i due terzi di tale aumento complessivo è conseguenza della dinamica registrata nel corso del
2007, mentre la restante parte deriva dai miglioramenti previsti per l’anno 2008.
Con riferimento al primo semestre del 2008, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale presenterebbe una discesa, passando dall’1,9 per cento di gennaio all’1,5 per cento a giugno. Occorre ribadire che queste proiezioni si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di dicembre, e che nell’interpretarle si deve tenere conto dell’incidenza dei contratti scaduti o in
scadenza.

A dicembre 2007 la quota di dipendenti in attesa di rinnovo, relativamente all’intera economia, è pari al 47,4 per cento, in calo rispetto al mese precedente (50,1 per cento), ma in aumento rispetto a novembre 2006 (37,5 per cento). La media annua del 2007 è del 58,2, quella dello scorso anno uguale al 45,1.I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono 13,6 in media; erano 13,1 a novembre 2007 e 12,8 a dicembre dello scorso anno. I valori medi degli anni 207 e 2006 sono rispettivamente pari a 12,1 e 9,0 mesi. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 6,5 mesi quasi costante rispetto al mese precedente (6,6 mesi), ma decisamente maggiore rispetto al valore di dicembre 2006 quando erano 4,8 mesi. Anche il dato medio del 2007, pari a 7,0 mesi è sensibilmente più alto di quello medio dell’anno 2006 corrispondente a 3,9 mesi.
L’andamento di tali indicatori, che consentono di monitorare la tensione contrattuale per l’intera economia.  Si ricorda che la quota di dipendenti in attesa di rinnovo misura la diffusione della condizione di vacanza
contrattuale (quante persone sul totale sono prive di un contratto in vigore), mentre l’indicatore di attesa specifico (mesi di vacanza contrattuale per dipendente in attesa di rinnovo) ne quantifica l'intensità (quanta è lunga l’attesa per chi aspetta). L’indicatore generico (mesi di vacanza contrattuale per dipendente) sintetizza i due precedenti in un indicatore che misura lo stato di tensione contrattuale complessivo del sistema delle relazioni industriali.

L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di ottobre 2007 aggiornando, al contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte.
Nel periodo gennaio-ottobre 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 3,5 milioni, valore molto vicino a quello registrato nel corrispondente periodo dell’anno 2006 con una variazione pari a più 0,2 per cento.
È il rinnovo del contratto di lavoro la principale causa di conflitti con quasi 2 milioni di ore non lavorate, corrispondenti al 56,1 per cento del totale. Tabella 8. Ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro.


Fonte: Istat