Economia
22/01/2008
Confindustria - Metalmeccanici: bene accordo ma Sindacato conservatore
Confindustria considera positiva la conclusione della vertenza contrattuale dei metalmeccanici, apprezza il lavoro di Federmeccanica e ringrazia il ministro Damiano per l’impegno profuso.
Si è partiti con una piattaforma dai contenuti inaccettabili e abbiamo assistito a gravi degenerazioni delle forme di conflitto e di convivenza civile come i ripetuti blocchi stradali.
In una logica tradizionale l’accordo raggiunto è certamente oneroso ma può essere accettato per l’attenzione posta alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla questione salariale e per alcuni elementi di flessibilità organizzativa. Se però guardiamo anche a cosa accade negli altri paesi, e alle proposte che il mondo industriale aveva avanzato, dobbiamo purtroppo sottolineare che per l’atteggiamento ostinato e conservatore del sindacato non è stato possibile introdurre innovazioni significative.
Ancora una volta FIM FIOM e UILM hanno mostrato nei fatti di non condividere l’obiettivo della crescita economica, unica strada possibile per aumentare le risorse a disposizione.
Si sono arroccate su scelte ideologiche contrarie all’interesse del Paese e degli stessi lavoratori. Hanno voluto fortemente limitare la possibilità di guadagnare di più lavorando di più e, perdendo un’importante occasione di innovazione, hanno rifiutato aumenti più consistenti in cambio di una durata triennale del contratto.
Questo atteggiamento va nella direzione opposta rispetto alle indicazioni della Banca d’Italia e di tutte le autorità internazionali, ed è contrario alle proposte più volte avanzate dallo stesso Presidente del Consiglio.
L’economia mondiale è in forte rallentamento, e l’Italia cresce meno degli altri paesi europei. A cominciare dal confronto che deve aprirsi tra Governo, imprese e confederazioni sindacali, dobbiamo mettere -nelle scelte, nei comportamenti e non a parole- lo sviluppo economico al centro. La mancata crescita è un problema per tutti, ma sono in particolare i ceti meno abbienti a pagarne il prezzo.
Fonte: Confindustria
