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Settori economici
Legno e prodotti in legno25/09/2007
Il Presidente di Fedecomlegno, Michele Alfano, delinea i piani per il futuro
I cambiamenti dovuti alla globalizzazione e l’attenzione allo sviluppo sostenibile: questi i principali temi trattati recentemente in una relazione-bilancio da Michele Alfano, presidente di Fedecomlegno, che commenta le scelte degli anni passati e delinea il percorso futuro, sottolineando che l’associazionismo si è rivelato la giusta scelta che ha permesso di far fronte, in maniera propositiva, ai cambiamenti in corso per il settore legno.
“La trasformazione del tessuto produttivo, conseguente alla globalizzazione del mercato - afferma il presidente - ha mostrato, in tutta la sua evidenza, come la scelta di associarsi a Federlegno- Arredo, nel lontano 1998, sia stata la strada giusta. Siamo infatti di fronte a cambiamenti decisivi che richiedono una rappresentanza forte, non soltanto per difendere interesse legittimi, ma anche e soprattutto per dialogare con le istituzioni, le associazioni ambientaliste e quelle dei consumatori, al fine di costruire uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.”
La globalizzazione ha determinato, per la filiera del legno-arredamento, un sostanziale mutamento dei siti produttivi e dei mercati di approvvigionamento frutto della delocalizzazione delle grandi segherie del Nord Europa e della comparsa di nuovi agguerriti competitor. Anche i cambiamenti climatici e il generale aumento delle temperature hanno direttamente influenzato il settore, modificando i tempi di crescita degli alberi e quindi le stagioni dei tagli. A ciò si deve aggiungere la pressione sulle materie prime che proviene dall’Asia e da tutti quei paesi a forte crescita economica.
“Fenomeni di questo tipo - continua il presidente Michele Alfano - portano a un mutamento dei flussi di import-export che necessitano di preparazione per affrontarli, preparazione ormai non più possibile singolarmente, ma che rende indispensabile la forza e il peso associativo. La dimensione ridotta dell’impresa italiana non è un limite nella misura in cui forme di alleanze, più o meno leggere, come l’associazionismo, sono capaci di compensare un’ottica troppo limitata ai problemi della singola impresa. Lo dimostrano il dialogo e gli accordi che abbiamo pazientemente intessuto con le associazioni ambientaliste.”
Proprio grazie alla lungimiranza e al peso istituzionale di Fedecomlegno e Federlegno-Arredo, è stato anche possibile attuare un politica propositiva in tema di tutela dell’ambiente. Ne sono esempio l’accordo siglato con Greenpeace nel 2002 e la trattativa, tuttora in corso, con il WWF che dovrebbe portare alla sigla di un accordo, ben più complesso e di filiera rispetto al precedente, per un utilizzo sostenibile delle risorse forestali.
L’associazione ha inoltre collaborato a livello europeo e nazionale per la definizione della Forest Law Enforcement Governance and Trade, una strategia volta a verificare la legalità del materiale importato nella Comunità Europea ponendo attenzione a non creare artificiose barriere non tariffarie al commercio internazionale.
“L’ambiente - afferma il presidente Michele Alfano - deve essere visto come impegno ma anche come opportunità, volano di una crescita sostenibile per la creazione del valore. Le nuove frontiere offerte dalle biomasse e dalla bioedilizia sono esempi concreti di come un problema possa trasformarsi in risorsa. Anche per questa ragione Fedecomlegno ha scelto di affrontare, con una prospettiva di lungo periodo, il problema dell’utilizzo della risorsa legno nel rispetto della sostenibilità forestale.”
Sulla scia di questo impegno, Fedecomlegno è attiva nell’individuare interventi utili per la salvaguardia delle foreste tropicali anche attraverso un loro razionale utilizzo e incentivi alla selvicoltura.
“Ora - conclude il presidente Alfano - l’attenzione di cui gode la filiera è massima: è quindi necessario approfittarne per siglare ulteriori accordi governativi come quelli che hanno portato ai positivi provvedimenti a favore del settore legno nella legge finanziaria e agli accordi tra Federlegno-Arredo e Uncem, l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, che fra i punti cardine colloca l’individuazione delle condizioni necessarie a definire, promuovere e diffondere progetti di intervento, non solo per la difesa dell’attuale patrimonio forestale, ma anche per il miglioramento dei boschi, in particolare di quelli cedui, proprio in considerazione dei bilanci di anidride carbonica e delle strategie italiane di attuazione del Protocollo di Kyoto.”
“La trasformazione del tessuto produttivo, conseguente alla globalizzazione del mercato - afferma il presidente - ha mostrato, in tutta la sua evidenza, come la scelta di associarsi a Federlegno- Arredo, nel lontano 1998, sia stata la strada giusta. Siamo infatti di fronte a cambiamenti decisivi che richiedono una rappresentanza forte, non soltanto per difendere interesse legittimi, ma anche e soprattutto per dialogare con le istituzioni, le associazioni ambientaliste e quelle dei consumatori, al fine di costruire uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.”
La globalizzazione ha determinato, per la filiera del legno-arredamento, un sostanziale mutamento dei siti produttivi e dei mercati di approvvigionamento frutto della delocalizzazione delle grandi segherie del Nord Europa e della comparsa di nuovi agguerriti competitor. Anche i cambiamenti climatici e il generale aumento delle temperature hanno direttamente influenzato il settore, modificando i tempi di crescita degli alberi e quindi le stagioni dei tagli. A ciò si deve aggiungere la pressione sulle materie prime che proviene dall’Asia e da tutti quei paesi a forte crescita economica.
“Fenomeni di questo tipo - continua il presidente Michele Alfano - portano a un mutamento dei flussi di import-export che necessitano di preparazione per affrontarli, preparazione ormai non più possibile singolarmente, ma che rende indispensabile la forza e il peso associativo. La dimensione ridotta dell’impresa italiana non è un limite nella misura in cui forme di alleanze, più o meno leggere, come l’associazionismo, sono capaci di compensare un’ottica troppo limitata ai problemi della singola impresa. Lo dimostrano il dialogo e gli accordi che abbiamo pazientemente intessuto con le associazioni ambientaliste.”
Proprio grazie alla lungimiranza e al peso istituzionale di Fedecomlegno e Federlegno-Arredo, è stato anche possibile attuare un politica propositiva in tema di tutela dell’ambiente. Ne sono esempio l’accordo siglato con Greenpeace nel 2002 e la trattativa, tuttora in corso, con il WWF che dovrebbe portare alla sigla di un accordo, ben più complesso e di filiera rispetto al precedente, per un utilizzo sostenibile delle risorse forestali.
L’associazione ha inoltre collaborato a livello europeo e nazionale per la definizione della Forest Law Enforcement Governance and Trade, una strategia volta a verificare la legalità del materiale importato nella Comunità Europea ponendo attenzione a non creare artificiose barriere non tariffarie al commercio internazionale.
“L’ambiente - afferma il presidente Michele Alfano - deve essere visto come impegno ma anche come opportunità, volano di una crescita sostenibile per la creazione del valore. Le nuove frontiere offerte dalle biomasse e dalla bioedilizia sono esempi concreti di come un problema possa trasformarsi in risorsa. Anche per questa ragione Fedecomlegno ha scelto di affrontare, con una prospettiva di lungo periodo, il problema dell’utilizzo della risorsa legno nel rispetto della sostenibilità forestale.”
Sulla scia di questo impegno, Fedecomlegno è attiva nell’individuare interventi utili per la salvaguardia delle foreste tropicali anche attraverso un loro razionale utilizzo e incentivi alla selvicoltura.
“Ora - conclude il presidente Alfano - l’attenzione di cui gode la filiera è massima: è quindi necessario approfittarne per siglare ulteriori accordi governativi come quelli che hanno portato ai positivi provvedimenti a favore del settore legno nella legge finanziaria e agli accordi tra Federlegno-Arredo e Uncem, l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, che fra i punti cardine colloca l’individuazione delle condizioni necessarie a definire, promuovere e diffondere progetti di intervento, non solo per la difesa dell’attuale patrimonio forestale, ma anche per il miglioramento dei boschi, in particolare di quelli cedui, proprio in considerazione dei bilanci di anidride carbonica e delle strategie italiane di attuazione del Protocollo di Kyoto.”
Fonte: Federlegno - Arredo
