Economia
21/09/2007
Istat - Rilevazione sulle forze di lavoro: II trimestre 2007
L’Istituto nazionale di statistica ha condotto, con riferimento al periodo che va dal 2 aprile al 1 luglio 2007, la rilevazione sulle forze di lavoro.
Nel secondo trimestre 2007 l’offerta di lavoro ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2006, una flessione dello 0,4 per cento (-98.000 unità). Rispetto al primo trimestre 2007, al netto dei fattori stagionali, l’offerta di lavoro è aumentata dello 0,2 per cento.
Nel secondo trimestre 2007 il numero di occupati è risultato pari a 23.298.000 unità, con una crescita su base annua dello 0,5 per cento (+111.000 unità), confermandone il rallentamento emerso nella precedente rilevazione. Nel Mezzogiorno l’occupazione si è nuovamente ridotta (-0,9 per cento, pari a - 62.000 unità). In termini destagionalizzati e in confronto al primo trimestre 2007, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale ha registrato un incremento dello 0,4 per cento. Rispetto al secondo trimestre 2006 il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è rimasto stabile al 58,9 per cento, ma è diminuito nel Mezzogiorno di 0,5 punti percentuali.
Nel secondo trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione è risultato pari a 1.412.000 unità, in calo rispetto allo stesso periodo del 2006 (- 12,9 per cento, pari a -209.000 unità). La discesa della disoccupazione si associa all’ulteriore crescita del numero degli inattivi (+260.000 unità). Tale incremento,
concentrato nelle regioni meridionali, riflette un diffuso sentimento di scoraggiamento che comporta una rinuncia alla ricerca attiva di lavoro.
Il tasso di disoccupazione si è posizionato al 5,7 per cento (6,5 per cento nel secondo trimestre 2006). Rispetto al primo trimestre 2007, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione si è ridotto di un decimo di punto.
La riduzione su base annua dell’offerta di lavoro ha riguardato sia la componente maschile (-0,3 per cento, pari a -50.000 unità) sia quella femminile (-0,5 per cento, pari a -48.000 unità). Alla positiva dinamica registrata nelle regioni settentrionali (+0,4 per cento, pari a +47.000 unità) e in quelle centrali (+0,9 per cento, pari a +47.000 unità) si è contrapposta la sostenuta riduzione del Mezzogiorno (-2,5 per cento, pari a - 91.000 unità). In tale area all’ ulteriore contrazione dell’offerta di lavoro maschile (-2,0 per cento, pari a -97.000 unità) si è associata la dimunuzione di quella femminile (-3,6 per cento, pari a - 95.000 unità).
Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di attività nel secondo trimestre 2007 si è posizionato al 62,5 per cento, cinque decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. All’arretramento del livello di attività della componente maschile (dal 75,1 per cento del secondo trimestre 2006 al 74,5 per cento) ha fatto seguito quello della componente femminile (dal 51,0 per cento al 50,6 per cento). A livello territoriale, alla lieve crescita del tasso di attività nel Nord si sono contrapposte le flessioni nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno.
La crescita su base annua dell’occupazione ha riguardato sia la componente maschile (+0,4 per cento, pari a +50.000 unità) sia, in misura più accentuata, quella femminile (+0,7 per cento, pari a +61.000 unità). L’occupazione straniera è cresciuta di 129.000 unità (+86.000 uomini e +43.000 donne). A livello territoriale, all’incremento del Nord (+0,7 per cento, pari a +77.000 unità) e soprattutto del Centro (+2,0 per cento, pari a +96.000 unità) si è contrapposta la discesa del Mezzogiorno (-0,9 per cento, pari a -62.000 unità) che ha interessato sia gli uomini (-0,8 per cento, pari a –34.000 unità) sia le donne (-1,3 per cento, pari a – 28.000 unità).
Nel secondo trimestre 2007 il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 15 e 64 anni è rimasto invariato rispetto a un anno prima al 58,9 per cento. A fronte della stabilità del tasso di occupazione maschile al 71,1 per cento, quello femminile ha manifestato un marginale incremento, portandosi al 46,8 per cento dal 46,7 per cento del secondo trimestre 2006. Per gli occupati stranieri il tasso si è attestato al 67,0 per cento (-0,6 punti percentuali), ed è risultato pari all’83,6 per cento per gli uomini e al 51,0 per cento per le donne. La crescita dell’occupazione nel secondo trimestre 2007 sintetizza la crescita delle posizioni lavorative dipendenti, salite di 140.000 unità (+0,8 per cento), ed la discesa di quelle indipendenti, diminuite di 29.000 unità (-0,5 per cento). L’agricoltura ha registrato una forte contrazione del numero di occupati pari al 6,6 per cento (-65.000 unità), che ha interessato sia il lavoro subordinato sia quello autonomo e, con l’eccezione del Nord-ovest, tutte le ripartizioni. L’industria in senso stretto ha manifestato un incremento tendenziale dell’occupazione dell’1,5 per cento (+76.000 unità) dovuto all’aumento delle posizioni dipendenti e indipendenti. L’allargamento della base occupazionale ha riguardato l’insieme del territorio nazionale e, in particolare, il Centro e il Mezzogiorno. In confronto al secondo trimestre del 2006, il numero di occupati
nelle costruzioni è aumentato sensibilmente (+4,3 per cento, pari a +81.000 unità). Il risultato sintetizza la crescita degli indipendenti nel Nord e dei dipendenti nel Mezzogiorno mentre nel Centro l’incremento ha riguardato entrambe le componenti. Il terziario ha segnalato una marginale crescita dell’occupazione pari su base annua allo 0,1 per cento (+19.000 unità), a motivo dell’incremento delle posizioni dipendenti e della riduzione di quelle indipendenti. A fronte dell’aumento del Nord e del Centro, la base occupazionale dei servizi si è ridotta nel Mezzogiorno.
Nel secondo trimestre 2007 il numero degli occupati a tempo pieno ha registrato un aumento tendenziale dello 0,4 per cento (+77.000 unità), che ha interessato quasi esclusivamente i dipendenti sia permanenti sia a termine. Gli occupati a tempo parziale sono cresciuti dell’1,1 per cento (+35.000 unità).
All’aumento registrato tra i dipendenti, nella componente permanente e soprattutto a termine, si è contrapposto il calo degli indipendenti. Nel complesso, l’incidenza dell’occupazione a orario ridotto è aumentata rispetto a un anno prima di appena un decimo di punto, portandosi nel secondo trimestre 2007 al 13,5 per cento.
Con riguardo all’occupazione dipendente, nel secondo trimestre 2007 il lavoro a tempo parziale è complessivamente cresciuto su base annua dell’2,9 per cento (+67.000 unità). L’incremento, che con l’eccezione del Nord-est ha riguardato tutte le aree territoriali ed ha coinvolto entrambe le componenti di genere, si è concentrato in buona parte nel terziario. L’incidenza del lavoro a orario ridotto sul complesso dell’occupazione femminile alle dipendenze si è portata al 26,9 per cento dal 26,6 per cento di un anno prima. Sempre con riferimento all’occupazione dipendente, la crescita del lavoro a termine (+4,1 per cento,
pari a +91.000 unità) ha riguardato esclusivamente la componente femminile e prevalentemente il settore dei servizi. A livello territoriale la crescita ha interessato le regioni del Nord e del Centro.
Nel secondo trimestre 2007 ha lavorato fino a 10 ore nella settimana di riferimento il 2,1 per cento degli occupati, con incidenze comprese tra lo 0,6 per cento dell’industria in senso stretto e il 2,8 per cento del terziario. Nella classe tra 11 e 30 ore si è collocato il 18,8 per cento degli occupati. Rientrano in questa
classe il 23,5 per cento dei lavoratori dei servizi a fronte del 15,8 e del 9,0 per cento rispettivamente dell’agricoltura e dell’industria. Il 74,6 per cento degli occupati ha lavorato settimanalmente almeno 31 ore, con un massimo dell’86,7 per cento nelle costruzioni. Sempre con riguardo al secondo trimestre 2007, il 3,8 per cento degli occupati è risultato assente dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia) nella settimana di riferimento.
Nel secondo trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato una riduzione tendenziale sia della componente maschile (-12,9 per cento, pari a -100.000 unità) sia di quella femminile (-12,9 per cento, pari a - 109.000 unità). Il calo è stato meno accentuato nel Nord, più sensibile nel Centro e particolarmente intenso, in termini assoluti oltre che percentuali, nel Mezzogiorno. Con l’esclusione delle donne del Nord-ovest, la discesa della disoccupazione ha coinvolto entrambe le componenti di genere.
Nel secondo trimestre 2007 il tasso di disoccupazione è diminuito rispetto a un anno prima di 0,7 punti percentuali per gli uomini e di 1,1 punti percentuali per le donne, portandosi rispettivamente al 4,6 e al 7,4 per cento. Il calo, territorialmente diffuso, è risultato relativamente contenuto nel Nord (-0,3 punti percentuali) e più sensibile nel Centro (-1,0 punti percentuali) dove ha riguardato in misura più accentuata la componente femminile. Nel Mezzogiorno la discesa è stata più forte (-1,4 punti percentuali) e ha interessato sia gli uomini sia maggiormente le donne. Peraltro, il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno (10,6 per cento) risulta essere ancora oltre il triplo rispetto a quello del Nord (3,2 per cento) e più del doppio in confronto a quello del Centro (4,8 per cento).
Nel secondo trimestre 2007 il numero di inattivi in età compresa tra 15 e 64 anni è sceso moderatamente nel Nord (-0,3 per cento, pari a -15.000 unità) mentre è cresciuto nel Centro (+3,3 per cento, pari a +80.000 unità) e, in misura molto più sensibile, nel Mezzogiorno (+3,1 per cento pari a +196.000 unità).
Nel secondo trimestre 2007 il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni si è attestato al 37,5 per cento, cinque decimi di punto in più rispetto a un anno prima. Il tasso si è leggermente ridotto nel Nord (dal 31,2 per cento al 31,1 per cento) mentre è cresciuto nel Centro (dal 33,1 per cento al 33,6 per cento) e soprattutto nel Mezzogiorno (dal 46,3 per cento al 47,7 per cento).
Fonte: Istat
