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Economia


13/09/2007

Istat - Indici dei prezzi al consumo: agosto 2007

Le rilevazioni correnti sui prezzi al consumo svolte dall’Istituto nazionale di statistica danno luogo ad un sistema di indici costituito da:
-indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC);
-indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI);
-indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Ue (IPCA).
Ai sensi della legge 5.2.1992, n. 81, i due indici nazionali, espressi entrambi in base 1995=100, sono calcolati anche al netto dei consumi dei tabacchi.

Nel mese di agosto 2007 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 132,6, registrando una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di luglio e una variazione di più 1,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 132,1, ha presentato nel mese di agosto 2007 una variazione congiunturale di più 0,2 e una variazione tendenziale di più 1,6 per cento.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di agosto 2007 è stato pari a 131,3, con una variazione di più 0,2 per cento rispetto a luglio e una variazione di più 1,5 per cento rispetto ad agosto 2006; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice
calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, più 0,2 e più 1,6 per cento, mentre il livello dell’indice è stato pari a 130,4.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di agosto è stato pari a 103,9 registrando una variazione di meno 0,2 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 1,7 per cento in termini tendenziali.
L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato.
Tale indice, relativo al mese di agosto 2007, verrà diffuso da Eurostat il giorno 14 settembre 2007, contestualmente a quelli degli altri paesi della Ue.

Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Nel mese di agosto gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,4 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (più 0,3 per cento); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Comunicazioni e Istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo Trasporti (meno 0,2 per cento).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (più 3,2 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,7 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,4 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 8,4 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,1 per cento).

Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,3 per cento per entrambi); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Comunicazioni e Istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo Trasporti (meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Servizi ricettivi e
di ristorazione (più 3,0 per cento), Bevande alcoliche e tabacchi, Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,5 per cento per entrambi) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,4 per cento); una variazione tendenziale negativa si è registrata nel capitolo Comunicazioni (meno 8,6 per cento).

Indici NIC e FOI per le città capoluogo di regione
Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice NIC si sono verificati nelle città di Roma (più 2,1 per cento), Reggio Calabria (più 2,0 per cento), Campobasso e Palermo (più 1,9 per cento per entrambe); quelli più moderati hanno riguardato le città di Trento (più 0,8 per
cento), Aosta (più 0,9 per cento) e Firenze (più 1,1 per cento).

Indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione europea (IPCA) (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo) – Italia
Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,4 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche e
Mobili, articoli e servizi per la casa (più 0,3 per cento per entrambi); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Comunicazioni e Istruzione; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Abbigliamento e calzature
(meno 2,9 per cento), Servizi sanitari e spese per la salute (meno 1,7 per cento) e Trasporti (meno 0,2 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (più 3,3 per cento), Altri beni e servizi (più 3,0 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,9 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 8,4 per cento) e Abbigliamento e calzature (meno 0,9 per cento).


Fonte: Istat