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Economia


27/09/2007

Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: agosto 2007

Alla fine di agosto 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 29,0 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota pari al 27,2 per cento del monte retributivo osservato.
Nel mese di agosto 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 118,7 con una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese precedente e con un incremento del 2,0 per cento rispetto ad agosto 2006. L’aumento registrato nel periodo gennaio-agosto 2007, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 2,4 per cento.

Contrattazione nel mese di agosto e variazioni congiunturali
Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali
L’incremento congiunturale dell’indice generale registrato nel mese di agosto 2007, pari a più 0,2 per cento, deriva da numerose applicazioni contrattuali. In particolare, si rileva: il rinnovo del contratto delle poste; gli aumenti tabellari previsti da alcuni contratti (trasporto merci su strada e servizi di magazzinaggio); l’aggiornamento degli importi relativi all’indennità di vacanza contrattuale (IVC) per i dipendenti regolati dai contratti del credito e delle telecomunicazioni, nonché la variazione di specifiche indennità in un contratto
provinciale dell’edilizia.
Per gli operai edili si registra l’aggiornamento, nella provincia di Modena, degli importi relativi ad alcune indennità fissate a livello territoriale. L’applicazione delle suddette indennità ha determinato un aumento retributivo medio per l’intero
comparto di circa 1 euro, con una variazione congiunturale nulla del relativo indice orario.
Con riferimento ai contratti trasporto merci su strada e servizi di magazzinaggio, in via di unificazione (rispettivamente circa 173 e 89 mila dipendenti), a luglio 2007 è stato rinnovato il secondo biennio economico che posticipa la scadenza sia della parte normativa sia di quella economica ad agosto 2008. Dal mese di agosto 2007, si osserva per entrambi la corresponsione della prima rata (di tre) degli aumenti tabellari. Relativamente al solo contratto trasporto merci su strada l’aumento medio pro capite è pari a circa 56 euro e determina una variazione congiunturale del relativo indice orario delle retribuzioni di più 3,4 per cento, mentre nell’aggregato dei trasporti la variazione è di più 1,0 per cento.
La variazione congiunturale dell’indice orario che si osserva nell’aggregato poste e telecomunicazioni, pari a più 1,3 per cento, è conseguenza di due distinte applicazioni contrattuali relative ad accordi compresi in tale branca. In particolare si osserva l’entrata in vigore del contratto delle poste e la variazione dell’IVC in quello delle telecomunicazioni. Ad agosto è stato definitivamente approvato l’accordo, siglato a luglio, che regola l’attività lavorativa dei dipendenti dell’ente poste. Tale accordo, valevole per la parte normativa da gennaio 2007 a dicembre 2010, e per quella economica fino a dicembre 2009, fissa aumenti tabellari in tre tranche e prevede, tra l’altro, l’aggiornamento di diversi istituti economici. Con la retribuzione di agosto è stata erogata la prima rata di aumenti tabellari i cui benefici retributivi, mediamente pari a circa 50 euro, determinano un aumento del 2,5 per cento del relativo indice orario. Poiché gli aumenti decorrono da luglio 2007, sono stati
erogati arretrati per un valore medio pari a 40 euro pro capite.

Ulteriori informazioni sulle retribuzioni contrattuali
Confronti settoriali delle variazioni tendenziali
Inoltre, a copertura del periodo di vacanza contrattuale gennaio-giugno 2007, è stato erogato un importo forfettario medio di circa 222 euro a titolo di una tantum.
Nel contratto delle telecomunicazioni, dal mese di agosto cessa la corresponsione dell’IVC in attesa dello scioglimento della riserva relativa alla firma dell’ipotesi di accordo di rinnovo del secondo biennio economico (2007-2008); ne consegue una diminuzione della retribuzione media pari a circa 8 euro, con una variazione congiunturale negativa dello 0,4 per cento dell’indice di contratto.
L’incremento del 2,1 per cento che si osserva nella branca delle attività connesse ai trasporti è diretta conseguenza degli aumenti previsti dall’accordo relativo ai servizi di magazzinaggio (vedi sopra); l’aumento medio, pari a circa 62 euro pro capite, determina una variazione congiunturale dell’indice di contratto di più 3,6 per cento.
La variazione di più 0,5 per cento dell’indice delle retribuzioni orarie nella branca del credito deriva dall’erogazione della prima rata dell’IVC ai dipendenti regolati dal contratto Abi: l’aumento medio è di circa 13 euro pro capite.
Sempre nel mese di agosto si registrano gli aumenti retributivi derivanti dall’applicazione della normativa che regola il trattamento di alcune figure dirigenziali della pubblica amministrazione. Tali aumenti non producono riflessi sugli indici delle retribuzioni che si riferiscono esclusivamente alle qualifiche non dirigenziali.
Si tratta in particolare dell’applicazione del D.P.C.M. del 27 aprile 2007 (pubblicato sulla G.U. n. 183 dell’8 agosto 2007), che ha ratificato l’aggiornamento del trattamento economico del personale dirigente non
contrattualizzato dello Stato (più di 63 mila unità, di cui circa 50 mila professori e ricercatori universitari). Il decreto stabilisce un aumento, a partire dal gennaio 2007, del 4,28 per cento degli importi relativi a tutte le voci retributive: tale coefficiente percentuale corrisponde, come specificato nel suddetto D.P.C.M., al
tasso di variazione annuo registrato dalla media delle retribuzioni contrattuali dei restanti dipendenti della pubblica amministrazione nel 2006. L’aumento retributivo mensile che deriva da questa applicazione è mediamente pari a 152 euro per i docenti universitari, e a circa 173 euro per le altre figure professionali appartenenti ai comparti della difesa e delle forze dell’ordine ad ordinamento militare e civile. Gli importi arretrati, relativi al periodo gennaioluglio 2007, sono in media pari a 991 euro per i docenti universitari e a circa 1.120 euro per l’insieme dei dirigenti non contrattualizzati della difesa e delle forze dell’ordine.
Nel mese di agosto, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,0 per
cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: energia elettrica, gas e acqua (più 5,1 per cento), edilizia (più 4,1 per cento), attività connesse ai trasporti (più 3,7 per cento), servizi alle famiglie (più 3,5 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti militari-difesa e assicurazioni (per entrambi, più 0,6 per cento) e credito (più 0,5 per cento); per i contratti pubblici esercizi e alberghi, scuola, ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e forze dell’ordine la variazione risulta nulla.

Copertura contrattuale in totale
... e per settore di attività economica
Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, si riscontra un moderato incremento della quota dei dipendenti coperti dai contratti in vigore, dal 25,7 per cento osservato a luglio al 27,2 per cento di agosto: a fronte del recepimento dell’accordo delle poste, vi è stata la contemporanea scadenza del termine di vigenza dei contratti servizi postali e autorimesse e autonoleggio. Alla fine del mese risultano pertanto in vigore 39 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di 3,6 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 37 contratti relativi a circa 8,7 milioni di dipendenti e al 72,8 per cento del monte
retributivo totale.

La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è infatti totale nell’agricoltura e nell’edilizia, mentre livelli di copertura più contenuti caratterizzano i settori trasporti, comunicazioni e attività connesse (70,9 per cento, in aumento rispetto al mese precedente) e industria in senso stretto (40,3 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano il settore dei servizi privati (6,9 per cento) e quello del credito e assicurazioni (2,9 per cento). Infine, relativamente alla pubblica
amministrazione e al commercio, pubblici esercizi e alberghi, tutti i contratti osservati dall’indagine risultano scaduti (copertura nulla).

Per l'agricoltura si fa riferimento alle scadenze normative quadriennali valevoli a livello nazionale.
Ove non avvenissero rinnovi, la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato in occasione del rinnovo della base) rilevata ad agosto (27,2 per cento) resterebbe pressoché costante fino alla fine dell’anno, riducendosi a gennaio 2008 al 9,6 per cento. A febbraio 2008, il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi ammonterebbe a quasi tre quarti del totale (72,9 per cento), rispetto al 53,9 per cento di agosto 2007.

L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2007 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di agosto 2007, segnerebbe un incremento del 2,1 per cento. Di tale aumento complessivo, poco più della metà è conseguenza della dinamica registrata nell’anno 2006, mentre la parte restante deriva dai miglioramenti previsti per l’anno 2007.

Nel semestre settembre 2007-febbraio 2008, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale, in media pari all’1,3 per cento, presenterebbe un progressivo declino: da più 1,7 per cento di settembre a più 0,9 per cento di febbraio 2008.
Occorre ribadire che queste proiezioni7 si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di agosto e che nell’interpretarle si deve tenere conto dell’incidenza dei contratti scaduti o in scadenza.

Conflitti di lavoro
Tensione contrattuale e conflitti di lavoro
Ad agosto 2007, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 71,0 per cento, in leggero calo rispetto al mese precedente (72,3 per cento), ma in notevole aumento rispetto ad agosto 2006 (39,6 per cento).
I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media circa 12, in aumento di poco più di un mese rispetto a luglio 2007 (11,1 mesi) e di oltre 3 rispetto al medesimo mese dell’anno precedente (8,8 mesi). L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 8,6 mesi: erano 8,0 a luglio 2007 e 3,5 ad agosto 2006. L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di giugno 2007 aggiornando, al contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte. Nel periodo gennaio-giugno 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 1,17
milioni, il 50,3 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 2006. Le principali motivazioni dei conflitti nel periodo sono da imputare al rinnovo del contratto di lavoro e alle altre cause9, con quote percentuali sul totale delle ore non lavorate rispettivamente pari al 31,4 e al 42,2 per cento.
8 Si ricorda che la quota di dipendenti in attesa di rinnovo misura la diffusione della condizione di vacanza contrattuale (quante persone sul totale sono prive di un contratto in vigore), mentre l’indicatore di attesa specifico (mesi di vacanza contrattuale per dipendente in attesa di rinnovo) ne quantifica l'intensità (quanta è lunga l’attesa per chi aspetta). L’indicatore generico (mesi di vacanza contrattuale per dipendente) sintetizza i due precedenti in un indicatore che misura lo stato di tensione contrattuale complessivo del sistema delle relazioni industriali.


Fonte: Istat