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Economia


10/09/2007

Istat - Conti economici trimestrali: II trimestre 2007

Nel secondo trimestre del 2007 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,8 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2006. Il secondo trimestre del 2007 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata in più rispetto al secondo trimestre del 2006.
Nel secondo trimestre il PIL è cresciuto in termini congiunturali dell’1,0 per cento negli Stati Uniti, dello 0,8 per cento nel Regno Unito, dello 0,3 per cento in Germania e Francia, mentre in Giappone è diminuito dello 0,3 per cento. In termini tendenziali, si è registrata una crescita del 3,0 per cento nel Regno Unito, del 2,5 per cento in Germania, dell’1,9 per cento negli Stati Uniti, dell’1,6 per cento in Giappone e dell’1,3 per cento in Francia. Nel complesso, i paesi dell’area Euro sono cresciuti dello 0,3 per cento in termini congiunturali e
del 2,5 per cento in termini tendenziali.
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,3 per cento, il totale delle risorse (prodotto interno lordo e importazioni di beni e servizi) è rimasto stazionario. Dal lato della domanda, le esportazioni sono diminuite dell’1,0 per cento, gli investimenti fissi lordi sono cresciuti dello 0,1 per cento, i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,5 per cento. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,6 per cento, quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private è cresciuta dello 0,1 per cento.
L’aumento degli investimenti è stato determinato dalla crescita del 9,9 per cento negli acquisti di mezzi di trasporto, mentre gli investimenti in costruzioni e gli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti hanno registrato diminuzioni congiunturali rispettivamente dell’1,3 per cento e dello 0,3 per cento.
In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate dell'1,1 per cento, le importazioni sono cresciute del 2,6 per cento. La spesa delle famiglie residenti e quella della pubblica amministrazione sono cresciute rispettivamente del 2,2 per cento e dello 0,4 per cento. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale è
cresciuta dell’1,8 per cento. Nel suo ambito, gli acquisti di servizi sono cresciuti del 3,0 per cento, i consumi di beni semidurevoli del 2,6 per cento, i consumi di beni durevoli del 2,3 per cento; la spesa per l’acquisto di beni non durevoli è diminuita dello 0,5 per cento. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso un incremento del 2,0 per cento (più 3,4 per cento le costruzioni, più 1,3 per cento i macchinari e gli altri prodotti e meno 1,7 per cento per i mezzi di trasporto).

Rispetto al primo trimestre, il deflatore del PIL è aumentato dello 0,8 per cento.
Il deflatore della spesa delle famiglie residenti e quello degli investimenti sono cresciuti entrambi dello 0,6 per cento. Il deflatore delle esportazioni ha mostrato un incremento dell'1,5 per cento, quello delle importazioni è aumentato dello 0,8 per cento.
In termini tendenziali, il deflatore del PIL è aumentato del 2,4 per cento, quello della spesa delle famiglie residenti dell’1,7 per cento. Nel secondo trimestre del 2007 si rilevano andamenti congiunturali positivi del
valore aggiunto per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (più 0,8 per cento) e per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (più 0,4 per cento), mentre gli altri servizi sono risultati stazionari. Il settore agricolo ha manifestato una flessione del 2,4 per cento, le costruzioni sono diminuite dell’1,1 per cento, l’industria in senso stretto dello 0,3 per cento.
In termini tendenziali, si rileva una crescita del valore aggiunto delle costruzioni (2,3 per cento), dei servizi (2,1 per cento), del settore agricolo (1,8 per cento), e dell’industria in senso stretto (1,0 per cento).