Economia
13/09/2007
Confcommercio su patto contro il racket: buone le intenzioni, parziali e inefficaci gli strumenti
“Non chiuderemo la porta in faccia agli associati che non hanno la forza e gli strumenti per respingere il racket e le estorsioni ma, così come è nella tradizione e cultura di Confcommercio, li aiuteremo a denunciare, sottolineando che la denuncia è solo una parte di quel percorso che va avviato per sconfiggere questi fenomeni pervasivi per l’economia”. Questo il commento di Luca Squeri, Presidente della Commissione di Confcommercio sulle politiche per la sicurezza, sul patto contro il racket.
“Apprezziamo quindi l’intento e l’impegno del Governo che mette in campo uomini e risorse maggiori rispetto al passato ma – sottolinea Squeri - queste misure le riteniamo insufficienti, così come riteniamo un errore non aver coinvolto chi rappresenta quel sistema di imprese che certamente sono tra le più esposte a questi fenomeni, come è stato rilevato nell’indagine di Confcommercio di luglio. Se dunque non si vogliono fare solo operazioni di marketing, e noi siamo d’accordo con il Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo su questa affermazione, quello che serve è uno sforzo straordinario di tutti, Governo, Istituzioni, forze dell’ordine, imprese e cittadini affinché si ripristinino le condizioni di legalità e sicurezza in tutto il Paese”.
“E per fare questo – conclude Squeri – occorre: certezza delle pene, un maggior controllo del territorio, l’adozione di strumenti più efficaci di prevenzione e contrasto contro i fenomeni della criminalità organizzata e della microcriminalità”.
Fonte: Confcommercio
