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Settori economici
Carta, Stampa ed Editoria31/08/2007
Caro-libro: Seghezzi, “rivedere organizzazione mercato librario”
Il SIL (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrari della Confesercenti) prende atto con soddisfazione del fatto che finalmente, quest’anno, al riproporsi puntuale del tema caro-libri, il Ministero della Pubblica Istruzione abbia riconosciuto l'esistenza del problema.
“D’altra parte – spiega il presidente Alessandro Seghezzi – il nostro sindacato si batte da anni affinché il problema venga finalmente affrontato con una riflessione seria ed a 360 gradi. Aspetti che incidono tutti in maniera determinante – aggiunge – sulla situazione creatasi e denunciata in questi giorni dalle associazioni dei consumatori, ma ancor prima ed in tempi non sospetti dal nostro sindacato”.
“E’ infatti limitante nella maniera e negli scopi da perseguire affrontare il tema fermandosi alla verifica degli incrementi dei prezzi anno su anno o all’esistenza di “cartelli” tra gli editori. Le vere ragioni dell’attuale situazione – sottolinea Seghezzi – sono a nostro avviso da ricercarsi nell’assoluta inadeguatezza dell’attuale sistema distributivo con troppi soggetti che, a livelli intermedi, intervengono nella commercializzazione dei libri di testo finendo, oltre che generare moltiplicazioni di costi, anche per travalicare in modo lecito e/o illecito le competenze di altri soggetti della filiera”.
“Le soluzioni proposte o suggerite dal Ministero della Pubblica Istruzione (vendita attraverso PosteItaliane e noleggio) non riescono a calmierare il mercato perché non incidono sull'essenza del problema, lo stesso dicasi per ogni altro tentativo di commercializzazione del testo scolastico.
La vendita dei libri attraverso canali diversi da quello librario, l'abusivismo commerciale, l'abuso di posizione dominante da parte di soggetti della filiera sono tutti ostacoli ad un reale contenimento della spesa”.
“Dal nostro punto di vista di librai, poi, tale riflessione diventa ancor più urgente in quanto, rappresentando l'ultimo anello della filiera distributiva (quello più vicino al consumatore finale), la figura del libraio viene sempre più spesso indicata come responsabile dell'alto prezzo dei libri di testo. Dimenticando che non solo i librai non hanno alcuna voce in capitolo nella fissazione del prezzo di vendita del bene ma, ad esempio, nemmeno godono della libertà di servirsi dal fornitore economicamente più vantaggioso.
E ciò a discapito del consumatore finale”.
“Il SIL – conclude il presidente del sindacato – ribadisce ancor oggi la propria completa disponibilità a mettere a disposizione la propria esperienze, le proprie proposte e tutta la documentazione di quanto fin d’ora espresso e presentato nelle varie sedi (Ministero, rapporti con editori ed agenti e loro associazioni, esposti alla Guardia di Finanza, relazioni sulla situazione del mercato librario scolastico) affinché questa sia davvero l’occasione per una svolta in un settore tanto problematico”.
Fonte: Confesercenti
