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Settori economici
Mezzi di trasporto20/07/2007
Mercato dell'Autobus, allarme dei costruttori nazionali
Dall’esame dei dati di mercato del primo semestre emerge una preoccupante contrazione generale del comparto, nell’ordine del 26%. Approfondendo l’analisi si scopre una situazione ancora più complessa: se minibus e derivati scontano un – 19,4% e interurbani Turistici un – 15,2%, il dato davvero critico è rappresentato dal crollo dei mezzi "finanziati" (- 32,3%), grave in particolare per i mezzi destinati al servizio urbano (- 60,7%), a fronte di un lieve incremento di quelli interurbani di linea (+ 6,2%). Questi autobus, che reggono il 70/80% del servizio di trasporto pubblico locale, rappresentano oltre il 50% dell’intero mercato.
I dati sulle gare e le aggiudicazioni di questi veicoli nel primo semestre 2007 sono quasi a un minimo storico (699 contro le 2503 del 2006).
La criticità della situazione richiede, da un lato, immediati interventi di politica industriale - e di domanda pubblica – a sostegno di questo segmento e, dall’altro, il rinnovo del parco circolante con veicoli innovativi e di nuova concezione. Senza opportuni interventi mirati, infatti, rischiano di essere azzerati i risultati conseguiti negli ultimi anni in termini di maggiore sicurezza e confort per l’utenza, nonché di minori consumi energetici e più contenuti costi di manutenzione per i gestori. Altro elemento da tenere in considerazione è l’aspetto ambientale, non certo favorito dalla politica di rinnovo del parco bus italiano, uno dei più obsoleti d’Europa.
A fronte del progressivo esaurimento delle risorse stanziate con le leggi autorizzative precedenti – che garantivano un certa programmazione della produzione – i nuovi interventi previsti dalla Legge Finanziaria 2007 contribuiscono ad accrescere incertezza sul futuro.
Viene, infatti, a mancare uno “zoccolo duro” di riferimento per la domanda pubblica (esistente, invece, negli altri Paesi europei) e per le aziende produttrici, soggette a dipendere da risorse aleatorie, con variazioni annuali anche pronunciate e, soprattutto, non specificamente dedicate all’autobus per il Trasporto Pubblico Locale, a detrimento delle aspettative dell’utenza per più elevati livelli qualitativi dei servizi.
Fonte: Anfia
