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Economia


31/07/2007

Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: giugno 2007

Alla fine di giugno 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 43,1 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota pari al 40,0 per cento del monte retributivo osservato.
Nel mese di giugno 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 118,4 con una variazione nulla rispetto al mese precedente e con un incremento del 2,2 per cento rispetto a giugno 2006.

L’aumento registrato nel periodo gennaio-giugno 2007, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,6 per cento.

Contrattazione nel mese di giugno e variazioni congiunturali
Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali
Nel mese di giugno 2007 l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali relativo all’intera economia è rimasto invariato rispetto al mese precedente, pur in presenza di alcune applicazioni contrattuali. Più specificamente si sono registrati: il rinnovo degli accordi trasporti marittimi, agenzie recapiti espressi, scuole private religiose; gli aumenti tabellari previsti dal contratto estrazioni minerali solidi; l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per l’accordo telecomunicazioni; l’incremento di specifiche indennità in taluni contratti (edilizia-contratti provinciali e radio e televisioni private).
Da giugno 2007, relativamente al contratto estrazione minerali solidi si osserva la corresponsione della seconda (di due) rata di aumenti tabellari. L’incremento retributivo che ne deriva è di circa 33 euro, a cui corrisponde un aumento congiunturale del relativo indice orario delle retribuzioni del 2,2 per cento, che si
riduce allo 0,2 per cento nell’aggregato estrazione minerali.
Per gli operai edili si registra l’aggiornamento, nella provincia di Prato degli importi relativi a più indennità fissate a livello territoriale. Le retribuzioni nell’intero settore edile aumentano in media di circa 1 euro, ma l’indice orario non ne risulta modificato.
Da giugno è entrato in vigore il nuovo accordo trasporti marittimi, relativo al quadriennio normativo e al primo biennio economico, le cui decorrenze sono rispettivamente gennaio 2007-dicembre 2010 e gennaio 2007-dicembre 2009. Con riferimento agli incrementi retributivi, l’accordo prevede aumenti tabellari in due rate (giugno 2007 e gennaio 2008), l’aggiornamento degli scatti di anzianità e di alcune indennità corrisposte solo a talune figure. Nel complesso, le retribuzioni aumentano mediamente di circa 57 euro e l’indice orario del relativo contratto varia, rispetto al precedente valore di maggio, di più 3,3 per cento (0,2 per cento nella branca dei trasporti). A copertura del periodo di vacanza contrattuale gennaio 2007-maggio 2007, è stato corrisposto a giugno un importo una tantum parametrato per livello, il cui valore medio è di circa 290 euro.
La variazione congiunturale dell’indice orario della branca poste e telecomunicazioni (più 0,2 per cento) è conseguenza sia dell’applicazione della prima rata di IVC nel contratto telecomunicazioni, sia dell’entrata in vigore del rinnovato accordo agenzie recapiti espressi.
Relativamente al primo evento, le retribuzioni aumentano in media di circa 8 euro, con una crescita congiunturale dello specifico indice orario di più 0,3 per cento.

Confronti settoriali delle variazioni tendenziali
Copertura contrattuale per settore di attività economica
Il rinnovo dell’accordo agenzie recapiti espressi si riferisce al quadriennio normativo e al primo biennio economico. Le durate che si osservano sono giugno 2007-maggio 2011 per la parte normativa e giugno 2007-maggio 2009 per quella economica. Gli aumenti tabellari, suddivisi in due rate, decorrono da giugno
2007 e giugno 2008; l’applicazione della prima tranche, in media pari a circa 40 euro, determina una crescita del 2,4 per cento del relativo indice orario. Il contratto ha anche stabilito il frazionamento dell’importo totale dell’una tantum (circa 400 euro in media), relativa al periodo di vacanza contrattuale gennaio 2006-maggio 2007, in tre tranche: a giugno è stata corrisposta la prima, il cui valore medio è di 148 euro.
Il nuovo accordo per le scuole private religiose, siglato il 4 giugno, ha previsto analoga durata quadriennale sia per le materie normative sia per quelle economiche, con decorrenza gennaio 2006-dicembre 2009. Gli aumenti, suddivisi in quattro rate, sono stati fissati a partire da aprile 2007, novembre 2007, ottobre 2008 e ottobre 2009. La prima tranche, oramai a regime, determina una crescita delle retribuzioni di circa 40 euro e un incremento del relativo indice orario di contratto del 2,7 per cento; è, invece, dello 0,5 per cento l’incremento congiunturale dell’indice nella branca servizi alle famiglie che comprende l’accordo. Per effetto della decorrenza degli incrementi tabellari da aprile 2007, sono stati anche conteggiati arretrati, il cui valore è mediamente pari a 74 euro. L’aggiornamento, a partire da giugno, dell’indennità di funzione per i quadri
regolati dal contratto radio e televisioni private non modifica il relativo indice.
Con la retribuzione del mese di giugno 2007 è prevista la corresponsione al personale delle case di cura private della restante rata degli arretrati di competenza per l’anno 2006, il cui importo medio è di circa 619 euro (la precedente tranche di pari entità era stata erogata a marzo 2007).
Nel mese di giugno, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,2 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: servizio sanitario nazionale (più 5,9 per cento), energia elettrica, gas e acqua (più 5,4 per cento), agricoltura (più 5,0 per cento) ed edilizia (più 3,9 per cento).
Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti assicurazioni (più 0,6 per cento) e pubblici esercizi e alberghi (più 0,4 per cento), mentre per i contratti credito, scuola, ministeri e regioni e autonomie locali la variazione risulta nulla.
Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, si riscontra una riduzione della quota dei contratti in vigore, dal 41,9 per cento osservato a maggio, al 40,0 per cento di giugno, in quanto, a fronte del recepimento dei tre accordi già commentati, vi è stata la contemporanea scadenza dei contratti per le industrie alimentari e olearie e margariniere. Alla fine del mese risultano in vigore 42 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,3 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 34 contratti relativi a circa 6,9 milioni di dipendenti e al 60,0 per cento del monte retributivo totale.
La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è totale nell’agricoltura e nell’edilizia e molto elevata nel settore dell’industria in senso stretto (91,4 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano, invece, il settore del credito e assicurazioni (2,9 per cento), quello dei servizi privati (8,7 per cento) e quello dei trasporti, comunicazioni e attività connesse (27,0 per cento). Infine, relativamente alla pubblica amministrazione e al commercio, pubblici esercizi e alberghi, nessuno dei contratti osservati dall’indagine è in vigore (copertura nulla).
Per l'agricoltura si fa riferimento alle scadenze normative quadriennali valevoli a livello nazionale.
Ove non avvenissero rinnovi, la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato in occasione del rinnovo della base) scenderebbe al 23,6 per cento dal mese di luglio 2007, con una riduzione di circa 16 punti percentuali rispetto al valore osservato a giugno, per poi rimanere pressoché costante fino alla fine dell’anno. A dicembre, il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi risulterebbe superiore ai tre quarti del totale (76,6 per cento), rispetto al 57,5 per cento di giugno 2007.

Proiezione dell’indice orario
Tensione contrattuale
L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2007 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di giugno 2007, segnerebbe un incremento del 2,0 per cento. Di tale aumento complessivo, più della metà è conseguenza della dinamica registrata nell’anno 2006, mentre la parte restante deriva dai miglioramenti previsti per l’anno 2007.

Nel secondo semestre dell’anno, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale, in media pari all’1,4 per cento, presenterebbe un progressivo declino: dall’1,7 di luglio all’1,1 per cento di dicembre 2007. Occorre ribadire che queste proiezioni7 si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di giugno e che nell’interpretarle si deve tenere conto dell’incidenza dei contratti scaduti o in scadenza.


Tensione contrattuale e conflitti di lavoro
A giugno 2007, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 56,9 per cento, in aumento sia rispetto al mese precedente (55,1 per cento), sia rispetto al giugno 2006 (42,7 per cento). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 13,5, lievemente in crescita rispetto a maggio 2007 (13,1 mesi) e quasi raddoppiati rispetto a giugno 2006, quando erano 6,9. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 7,7 mesi: erano 7,2 a maggio 2007 e 2,9 a giugno 2006. L’andamento degli indicatori di tensione contrattuale per l’intera economia è presentato nei successivi grafici.

Conflitti di lavoro
L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di aprile 2007 aggiornando, al contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte.
Nel primo quadrimestre del 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 453 mila, il 76,5 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 2006. Le principali motivazioni dei conflitti nel periodo gennaio-aprile sono da imputare alle rivendicazioni economiche-normative e alle altre cause, con quote percentuali sul totale delle ore non lavorate rispettivamente pari al 22,3 e al 33,1 per cento.


Fonte: Istat