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Settori economici

Mezzi di trasporto
03/07/2007

Ancma - Relazione del Presidente all'Assemblea annuale: il 2007 conferma il trend favorevole del 2006

Il 2006 è stato un anno senza particolari sconvolgimenti, e mediamente positivo per il nostro settore, anche se non mancano motivi di seria preoccupazione, concentrati sul comparto della componentistica.

Ma vediamo un comparto alla volta.
Per quanto riguarda le biciclette, il 2006 doveva essere l’anno della riscossa della produzione nazionale per i presumibili effetti del dazio antidumping imposto a Cina e Vietnam nel 2005.
L’inverno freddissimo del 2006 non ha permesso l’exploit che ci si aspettava, tuttavia la produzione ha raggiunto i 2.418.000 pezzi prodotti con un modesto incremento rispetto all’ anno precedente: 18.000 biciclette in più.
Più deciso l’aumento del mercato: quasi 2 milioni di pezzi (+ 100.000).
In leggera regressione l’export di biciclette, più accentuata quella dei componenti.
Il saldo della bilancia commerciale è positivo: 210 milioni di euro, risultato riconducibile in parte alla flessione dell’import di biciclette dai Paesi ai quali è stato applicato il dazio antidumping. Solo in Italia sono arrivati 120.000 pezzi in meno, mentre sono circa 1,5 milioni in meno le biciclette arrivate in Europa, su un totale import UE di 8,5 milioni.
Ma il saldo positivo della bilancia commerciale è dovuto anche alla vitalità della bicicletta da corsa, sostenuta da una tradizione sempre viva anche a livello amatoriale.
Segnano un po’ il passo le Mountain Bike, mentre le biciclette da città, da passeggio e da cicloturismo registrano un netto aumento delle vendite dovuto a un crescente riconoscimento della bicicletta come mezzo di trasporto, come strumento per lo svago e per il wellnes.
Ci aspettiamo un 2007 molto buono: i segnali che giungono in questa prima metà dell’anno fanno prevedere un incremento sia della produzione che delle vendite. Se la seconda metà dell’anno non ci riserverà brutte sorprese, dovremmo avere un anno record.

Le noti dolenti giungono sull’export di componenti di bicicletta, in caduta libera in termini di quantità ormai da sette anni e leggermente in calo anche in termini di fatturato. Se è facile individuare nella concorrenza sleale la principale ragione di questa situazione, assolutamente preoccupante in prospettiva (il comparto delle selle per biciclette ha ottenuto quest’anno un dazio antidumping del 29,6% valido fino al 2012), esistono altre concause che dovranno essere oggetto di riflessione.

Per quanto riguarda le 2 ruote a motore, l’andamento del mercato è stato soddisfacente con quasi 445.000 immatricolazioni (+5,8% rispetto al 2005). Anche al netto dell’importante commessa delle Poste italiane che ha influenzato il segmento scooter, si resta in territorio positivo (+2%).
In particolare sono cresciute le moto raggiungendo l’ennesimo record assoluto con oltre 161.000 pezzi. Il comparto moto cresce in modo moderato ma costante da un decennio (solo negli ultimi mesi di quest’anno mostra segnali in controtendenza).
Nel settore scooter si assiste ad una continua escalation in termini di cilindrate, nel 2006 le preferenze sono andate ai 250cc, mentre nel primo semestre del 2007 si evidenzia una concentrazione intorno ai 300-400 cc. Ciò testimonia che lo scooter supera il concetto di mezzo squisitamente urbano e si propone come veicolo adatto anche alle distanze di medio raggio, oltre ad offrire confort e accessori sofisticati.
Dalle ricerche di mercato che svolgiamo ogni anno emerge un incremento nella frequenza d’uso (oltre il 71% tutti i giorni) e nei km percorsi (+17% negli ultimi 5 anni). Un veicolo che diventa sempre più indispensabile per la mobilità delle aree metropolitane, tangenziali comprese.
Le moto, pur confermando il segmento più importante nella fascia 650-750 cc prevalentemente naked, vedono anch’esse un’evoluzione delle cilindrate verso l’alto soprattutto per le oltre 1000cc. In aumento l’interesse per i modelli polivalenti che si possono usare senza problemi in città, ma che soddisfano la voglia di divertimento nel tempo libero, riuscendo a coniugare le motivazioni della passione con la razionalità.
Nel 2006 i ciclomotori hanno perso ancora terreno, ma la ripresa della prima parte del 2007 e le buone prospettive nell’immediato futuro grazie ai nuovi eco-incentivi del Ministero dell’Ambiente ci fanno ben sperare.
In linea di massima l’elemento trainante che contraddistingue questo mercato è la diversificazione dell’offerta, che sulla scorta di quanto avvenuto nel mondo auto, apre nuove nicchie di prodotto per andare incontro alle esigenze più sofisticate degli appassionati: i listini delle riviste di settore evidenziano negli ultimi anni un aumento consistente di marche e modelli.
In ambito europeo l’Italia si conferma di gran lunga come il mercato più importante per le 2 ruote a motore (555.000 veicoli), seguito a distanza dalla Spagna (389.000) e dalla Francia (372.000). Anche la produzione italiana, superando le 702.000 unità si conferma al primo posto e rappresenta il 50% del totale europeo.
Buone anche le previsioni per quest’anno con incrementi intorno al 5% anche se ci sarà un leggero arretramento per le moto e un recupero degli scooter sia fino a 50cc che oltre.

Infine i caschi. Il 2006 ha definitivamente sancito una inversione di tendenza e sia i numeri delle vendite che il fatturato sono risaliti, confermando i segnali positivi del 2005.
Il 2007 conferma il trend favorevole, e presenta nel primo trimestre un incremento del 15% dei pezzi venduti e del 26% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2006.

Come accennavo all’inizio, questo quadro tendenzialmente rassicurante è turbato dalla preoccupazione relativa ai costruttori di parti: per questo comparto così significativo della nostra industria la concorrenza dei Paesi low cost rischia di produrre conseguenze che sarebbero a gioco lungo negative anche per i produttori di veicoli finiti. L’Associazione auspica un confronto aperto e sistematico fra costruttori di componenti e costruttori di moto e scooter, mirato a individuare situazioni – che riteniamo possibili - di reciproco vantaggio.

Il “capitolo” sulle 2 ruote a motore non può concludersi senza un cenno al problema della sicurezza, sul quale l’Associazione è fortemente impegnata, come del resto tutte le nostre Aziende.
Secondo i dati ISTAT, nel 2005 le vittime della strada riconducibili ad incidenti sulle 2 ruote sono state 1.481, cioè il 27% del totale, una percentuale ben superiore alla quota di mobilità soddisfatta attraverso il ricorso ai nostri veicoli.
Di fronte a questo scenario così preoccupante, l’industria sta facendo il possibile per migliorare la sicurezza dei mezzi e dei conducenti. Ricordiamo l’impegno dei costruttori europei di moto a dotare almeno la metà dei veicoli di nuova produzione di sistemi di frenatura avanzati (ABS); l’Automatic Head Lamp On, accensione automatica dei fari all’avvio del motore; la realizzazione e la diffusione di studi e ricerche, come la ricerca MAIDS sull’incidentalità delle 2 ruote; la recente pubblicazione delle Linee Guida sulla costruzione di strade con caratteristiche di sicurezza per i motociclisti.

La nostra Associazione ha affiancato quest’impegno occupandosi della formazione dei conducenti, attraverso le riding school organizzate in collaborazione con i costruttori nelle piazze delle città, promuovendo attività di supporto ai corsi del patentino organizzati dalle scuole, producendo materiale didattico (pubblicazioni, cd-rom, leaflet, ecc.) e promuovendo anche campagne di comunicazione. Merita un cenno il progetto “Wear&lock”, promosso dall’ACEM e sviluppato in Italia da Confindustria ANCMA, con l’obiettivo di sensibilizzare gli utenti delle due ruote ad un uso corretto del casco.

Questo complesso di iniziativa sta dando qualche risultato promettente: nel 2005 le vittime su 2 ruote sono calate complessivamente del 5% rispetto all’anno precedente, quelle dei soli ciclomotori addirittura del 20%.
Una ragione di più per non abbassare assolutamente la guardia.

Cogliamo l’occasione per esprimere tutta la nostra contrarietà alla proposta in discussione in questi giorni al Parlamento, e per il momento approvata solo alla Camera, che ha l’obiettivo di far guidare l’auto anche ai sedicenni, seppure accompagnati da una persona patentata da almeno 10 anni. Questa proposta, a nostro avviso, va in direzione contraria rispetto all’aumento della sicurezza stradale, in quanto consente l’utilizzo di un veicolo con potenza e velocità superiori a tutti quelli oggi consentiti ai minorenni. Attualmente i minorenni possono guidare a 14 anni, dopo aver conseguito il patentino, ciclomotori a 2, 3 o 4 ruote con velocità max di 45 kmh; mentre a 16 anni possono conseguire la patente A per guidare motoveicoli 125cc con al massimo 11 kW. La responsabilità richiesta per la guida di un auto, per quanto con potenza massima di 60 kW, con velocità spesso superiori al limite di 130 kmh, è decisamente diversa e le statistiche relative all’incidentalità dei giovani tra 18 e 24 anni sono già oggi preoccupanti. Recenti sondaggi condotti on line da Quattroruote e da Repubblica.it mostrano un parere contrario pari rispettivamente al 71% e all’82% degli intervistati, si tratta dunque di una proposta decisamente impopolare.
I contraccolpi in termini di sicurezza stradale potrebbero essere significativi e ci allontanerebbero dal raggiungimento dell’obiettivo indicato dalla CEE di dimezzare il numero delle vittime sulle strade entro il 2010.

L’Associazione ha il dovere di rappresentare con autorevolezza - presso le Istituzioni, sui mezzi di comunicazione, nell’opinione pubblica – le istanze, le attese, i legittimi interessi delle nostre Aziende, e delle 130.000 persone alle quali, direttamente o attraverso l’indotto, il nostro Settore Produttivo dà lavoro.
L’obiettivo prioritario è quello di dare il massimo di efficacia alle attività di lobby. Per fare lobby bisogna “contare”, per contare bisogna raggiungere un livello sufficiente di notorietà e di immagine. Per raggiungere questo livello occorre comunicare, e in questa direzione l’Associazione ha compiuto oggettivi passi in avanti.
Con questa premessa abbiamo potuto stabilire rapporti con le Istituzioni ed è questa la strada che ci ha portato a conseguire risultati come i Dazi Antidumping o gli Accordi di Programma: il decreto sugli ecointentivi lanciato pochi giorni fa ed esteso per la prima volta anche alle biciclette è il risultato di un lavoro lungo e faticoso.

Con la stessa faticosa pazienza portiamo avanti progetti non ancora finalizzati, come il “Motogiro d’America” per il quale abbiamo ottenuto un pingue finanziamento statale e con il quale intendiamo proporci al mercato USA esaltando il plus della nostra produzione motociclistica, il fascino dei grandi marchi storici, o come il progetto “ Italia in Bicicletta” che il Ministero per le Attività Culturali ci ha commissionato, che abbiamo realizzato in collaborazione con il TCI, che abbiamo presentato al Ministero Committente che l’ha accolto con compiacimento e che ora è fermo in attesa che la burocrazia consenta di passare alla fase operativa, quella che reclama i necessari investimenti.

Ricorderò che il “Forum Internazionale sulle 2 Ruote”, che da sei anni organizziamo con Ambrosetti e che dall’anno scorso è collocato in Fiera il giorno precedente l’inaugurazione del Salone, rappresenta ormai un punto fermo per la nostra Associazione e un appuntamento imperdibile per il mondo delle 2 ruote.

E ricorderò le attività che qualificano quotidianamente il lavoro della nostra struttura :
· il servizio sui dati di mercato, che ha raggiunto un ottimo livello di efficienza;
· la ricerca Doxa che , sistematicamente aggiornata, fornisce alle Aziende una ragionevole previsione dell’evoluzione del mercato;
· le attività del nostro Ufficio Tecnico, molto intensificate a livello internazionale sia presso le Nazioni Unite, dove insieme a USA, Giappone, India e tutti i Paesi dell’Unione Europea, si stanno finalizzando i regolamenti per l’omologazione mondiale (rumore e frenatura), sia a Bruxelles, dove abbiamo partecipato ai lavori sulla direttiva anti-inquinamento Euro3 ora al vaglio del Parlamento europeo, sia attraverso la collaborazione triennale col Ministero dell’Ambiente Svizzero sulle emissioni di particolato, mentre prosegue il lavoro di aggiornamento al progresso tecnico degli standard ISO.

Ma concludo anche quest’anno parlando di Fiere. Un campo di attività che, come ho avuto modo di dire e ritento utile sottolineare è sempre più strategico per la nostra Associazione, da tutti i punti di vista.

Anche il 2006 questa attività ci ha dato grandi soddisfazioni: per la prima volta il Salone della Moto si scontrava direttamente con la concorrenza straniera più qualificata, dopo la coraggiosa decisione che tutti insieme abbiamo preso di fare del nostro Salone un evento annuale.
Era un banco di prova durissimo, ma abbiamo superato la prova nel modo migliore. La stampa specializzata europea e mondiale ha scritto che abbiamo stravinto il confronto.
Noi sappiamo che questo è accaduto perché all’aggressività anche eccessiva dei nostri competitori abbiamo potuto opporre la forza dell’industria italiana, che ha dimostrato una straordinaria compattezza e desidero ancora una volta ringraziare i nostri Costruttori per questa prova di rispetto degli impegni presi, di lealtà nei confronti dell’Associazione, e anche di lungimiranza strategica perché gli interessi del Salone italiano e dell’industria italiana sono alla fin fine coincidenti.

Sappiamo peraltro di aver vinto una battaglia importante, ma che tra un anno saremo di nuovo in guerra, e avremo nuovamente bisogno di tutte le nostre forze.

Intanto stiamo lavorando a un’edizione del Salone di Milano che per quanto riguarda la moto ha il successo assicurato in partenza, mentre per quanto riguarda il Salone della Bici ci troviamo davanti a oggettive difficoltà. Seguendo le indicazioni della maggioranza degli Espositori, e gli auspici di molti Associati, abbiamo deciso di sperimentare un ricongiungimento del Salone della Bici con quello della Moto, ma l’operazione non è indolore.
Il nostro obiettivo resta comunque quello di realizzare a Milano un evento senza confronti al Mondo: bici e moto in contemporanea - due grandi rassegne espositive - grandissimi eventi di contorno (Motolive per le moto, il rilancio della SeiGiorni per le bici) - il Forum Ambrosetti: un complesso di iniziative che coprono tutte le merceologie e tutti i target, integrando un Evento – ribadiamo – che non può essere confrontato con nessun altro.
Candidiamo ambiziosamente Milano a diventare la manifestazione fieristica più visitata d’Italia e d’Europa, forse del mondo, ma le nostre ambizioni vanno oltre: vorremmo che Milano diventasse un momento imprescindibile per l’industria, per il trade, per i consumatori, per gli osservatori non solo dei fenomeni industriali e sportivi, ma anche dei fatti di costume.

A proposito di ambizioni: continua il nostro sforzo di portare EICMA oltre i confini. Accantonata momentaneamente la pista di Shanghai (i nostri partner cinesi ci hanno un po’ deluso) abbiamo accolto come sapete e come avete deliberato il lusinghiero invito a diventare partner paritari di BikeAsia, acquistando il 50% della proprietà di questa Società, e accollandoci il compito di organizzare la prima edizione del primo Salone del Ciclo e Motociclo del Sud Est asiatico.
Appuntamento quindi a Singapore dal 10 al 13 aprile 2008.


Fonte: Ancma