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Economia


29/06/2007

Simei 2007 conferma il trend positivo dell'export italiano delle macchine per l'imbottigliamento

In particolare nel 2005, le importazioni sono scese a 478,545 milioni di euro a fronte di esportazioni cresciute a 1.907,324 milioni di euro, per cui la bilancia commerciale con l'estero si è chiusa nel 2005 con un forte aumento del saldo attivo pari a oltre 1.428,778 milioni di euro che, nonostante le difficoltà di alcuni mercati, è di buon auspicio per il settore che mantiene il proprio ruolo di riferimento nel mercato mondiale.I mercati esteri sono più facilmente accessibili e nuovi Paesi sono interessati all’importazione grazie alla nascita di nuove realtà produttive nel comparto della produzione e dell'imbottigliamento delle bevande. Quindi viene confermata la crescita di opportunità commerciali verso le nazioni dell'Est europeo (Russia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Bulgaria, Moldavia, Azerbaigian, ecc.), del Sudamerica (Messico, Colombia, Venezuela, Brasile, ecc.), dell'Asia (Cina, Giappone, India, Vietnam, Singapore, Corea del Sud, ecc.), dell'Africa (Algeria, Tunisia, Libia, Sudafrica, Nigeria), del Medio-Oriente (Iran, Arabia Saudita, Egitto, ecc).

Il settore delle macchine per riempire, chiudere, etichettare e incapsulare le bevande costituisce da solo la metà del flusso di esportazione per un valore di 933,454 milioni di euro contro 84,562 milioni di euro per le importazioni, quest’ultimo dato è in evidente flessione rispetto all’anno precedente in cui si era registrato un temporaneo incremento del flusso di importazioni.
I primi venti mercati del mondo, in ordine decrescente, per l’export delle macchine legate al processo di imbottigliamento delle bevande in genere (dati 2005) sono: Spagna, Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Germania, Messico, Ucraina, Turchia, Polonia, Sudafrica, Belgio, Canada, Thailandia, Brasile, Romania, Grecia, Australia, Cile e Croazia.

Da segnalare la notevole crescita di Cina, Turchia, Sudafrica, Canada, Brasile, Cile e Ucraina. In flessione rispetto al 2004 sono risultate le esportazioni verso Germania, Belgio, Australia, Russia, Francia e Messico. Tra i mercati di più piccole dimensioni assai significativi gli incrementi dell’export verso l’India, la Norvegia, il Pakistan, la Bulgaria, la Giordania e il Kazakistan. Riguardo ai Paesi più importanti destinatari dell’export di macchine enologiche italiane risulta, negli anni considerati, un forte interessamento per i Paesi dell’ex Unione sovietica e più in generale Asiatici e del Nuovo Mondo, ma anche una ripresa per alcuni all’interno dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda le macchine enologiche per la produzione di vini (compresi anche di succhi di frutta) le prime venti nazioni, in ordine di importanza, sono: Usa, Francia, Spagna, Brasile, Australia, Portogallo, Grecia, Cile, Romania, Argentina, Sudafrica, Bulgaria, Nuova Zelanda, Turchia, Germania, Austria, Cina, Croazia, Canada e Slovacchia. Unico settore dell'enologia in cui l'importazione, per gli anni 2002-2005, supera ancora il flusso di esportazione è quello delle botti, barriques e tini di legno dove l'export per il 2005 si aggira su 1,984 milioni di euro contro un'importazione di 20,671 milioni di euro. L’importazione di questo specifico comparto registra un continuo calo riguardo ai dati degli ultimi anni (37,507 milioni di euro nel 2002). Soprattutto per il 2005 si sono mostrate buone prospettive all’esportazione per Paesi come Australia, Israele, Usa e ritorna ad importare fusti, botti e barrique italiane anche il Cile.


Fonte: www.beverfood.com