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05/06/2007

Lavoro: Faissola, flessibilità e formazione per stare al passo con l’Europa

“Facilitare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro coniugando le esigenze della flessibilità con
le garanzie per i lavoratori, puntare decisamente su di un maggiore raccordo tra scuola e imprese per garantire maggiore e migliore formazione dei lavoratori di domani e completare
l’indispensabile riforma degli ammortizzatori sociali”. Il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, ha
così sottolineato le priorità in materia di mercato del lavoro, nel corso del convegno “Prospettive
del mercato del lavoro e ruolo della formazione in apprendistato” che si è tenuto oggi a Roma
presso la sede dell’Associazione. “Sostenere l’occupazione – ha aggiunto Faissola – è essenziale per accrescere la competitività e per dare risposte adeguate alle esigenze del Paese, oltre che per rimanere al passo con il resto d’Europa”.
Sulla riforma degli ammortizzatori sociali Faissola, che si è detto d’accordo con gli obiettivi e le
linee guida indicate dal Governo, ha auspicato di trovare una posizione condivisa con le
organizzazioni sindacali da sottoporre al tavolo di confronto di Palazzo Chigi, che valga ad
evitare incrementi di oneri, anche per i lavoratori, conservando funzionalità agli attuali strumenti
di sostegno del settore. “Il Fondo esuberi del settore bancario – ha aggiunto Faissola – ha
consentito finora di gestire le tensioni occupazionali e gli esuberi strutturali del personale senza
alcun aggravio per la collettività. Siamo anche contrari ad interventi di natura estemporanea su di
uno strumento così importante come la cassa integrazione, senza un ripensamento complessivo delle norme in proposito”.
Il convegno è anche servito a fare il punto sul ricorso a soluzioni contrattuali come l’apprendistato, che nel settore bancario si è rivelato un’ottima opportunità occupazionale
considerando che la maggior parte dei contratti a termine si è trasformata in contratti stabili. Il
97,6% dei dipendenti del settore creditizio, infatti, sono lavoratori subordinato con contratto a
tempo indeterminato e, soltanto, l’1,5% sono lavoratori a termine (dati 2005). Per questo motivo
– ha detto Faissola – siamo favorevoli ad una parziale rivisitazione dell’attuale sistema, ma
riteniamo indispensabile continuare a fare riferimento agli istituti previsti dalla ‘Legge Biagi’ come l’apprendistato, il contratto di inserimento e a quello di somministrazione”.
Al convegno – nel corso del quale il Presidente dell’ABI ha anche messo in evidenza la necessità di accrescere i legami concreti tra Università e imprese – hanno preso parte anche: il segretario generale Fiba -Cisl Giuseppe Gallo, il responsabile servizio relazione con il personale di intesa San Paolo Dario Nicolini, il senatore Maurizio Sacconi, il responsabile delle relazioni sindacali di Unicredit Marco Vernieri e il direttore centrale dell’ABI Giancarlo Durante. Le relazioni
introduttive sul tema dei contratti formativi sono state tenute da Michele Tiraboschi del Centro
studi internazionali e comparati “Marco Biagi” e Sandra D’Agostino dell’Isfol.


Fonte: Abi