Economia
20/06/2007
Istat - Rilevazione sulle forze lavoro: I trimestre 2007
L’Istituto nazionale di statistica ha condotto, con riferimento al periodo che va dal 1 gennaio al 1 aprile 2007, la rilevazione continua sulle forze di lavoro.
Nel primo trimestre 2007 l’offerta di lavoro ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2006, una flessione dello 0,9 per cento (-220.000 unità). Rispetto al quarto trimestre 2006, al netto dei fattori stagionali, l’offerta di lavoro si è ridotta dello 0,5 per cento.
Nel primo trimestre 2007 il numero di occupati è risultato pari a 22.846.000 unità, con una crescita su base annua dello 0,4 per cento (+99.000 unità). Dopo la sostenuta crescita registrata nel 2006, l’indebolimento della dinamica dell’occupazione riflette la sensibile riduzione del ritmo di crescita del lavoro a tempo determinato nonché l’attenuazione dell’apporto fornito dalla componente straniera. In termini destagionalizzati e in confronto al quarto trimestre 2006, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale ha registrato una contrazione pari allo 0,3 per cento. Rispetto al primo trimestre 2006 il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è rimasto stabile al 57,9 per cento.
Nel primo trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione è risultato pari a 1.556.000 unità, in calo rispetto allo stesso periodo del 2006 (- 17,0 per cento, pari a -319.000 unità). Il tasso di disoccupazione si è posizionato al 6,4 per cento (7,6 per cento nel primo trimestre 2006). Rispetto al quarto trimestre 2006, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione si è ridotto di due decimi di punto.
Nel primo trimestre 2007 il numero degli inattivi (15-64 anni) ha registrato un significativo aumento tendenziale (+381.000 unità). Alla discesa nel Nord si è contrapposta la crescita nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno.
La riduzione su base annua dell’offerta di lavoro ha riguardato sia la componente maschile (-0,6 per cento, pari a -93.000 unità) sia quella femminile (-1,3 per cento, pari a -126.000 unità). Alla moderata positiva dinamica registrata nelle regioni settentrionali (+0,5 per cento, pari a +60.000 unità) si è contrapposta la modesta riduzione in quelle centrali (-0,2 per cento, pari a -10.000 unità) e quella più marcata nel Mezzogiorno (-3,6 per cento, pari a -269.000 unità).
In tale area alla nuova diminuzione dell’offerta di lavoro maschile (-3,1 per cento, pari a -148.000 unità) si è associata la sensibile contrazione di quella femminile (-4,6 per cento, pari a -121.000 unità).
Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di attività nel primo trimestre 2007 si è posizionato al 61,9 per cento, otto decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. All’arretramento del livello di attività della componente maschile (dal 74,6 per cento del primo trimestre 2006 al 73,8 per cento) si è associato quello della componente femminile (dal 50,9 per cento al 50,0 per cento). A livello territoriale, alla lieve crescita del tasso di attività nel Nord si sono contrapposte le flessioni nel Centro e nel Mezzogiorno.
La crescita su base annua dell’occupazione ha interessato sia la componente maschile (+0,2 per cento, pari a +27.000 unità) sia in misura più accentuata quella femminile (+0,8 per cento, pari a +72.000 unità). L’occupazione straniera è cresciuta di 85.000 unità (+52.000 uomini e +33.000 donne). A livello territoriale, all’incremento del Nord (+0,9 per cento, pari a +102.000 unità) e del Centro (+0,8 per cento, pari a +37.000 unità), che in entrambe le ripartizioni ha interessato sia gli uomini sia le donne, si è contrapposta la discesa del Mezzogiorno (-0,6 per cento, pari a -40.000 unità), dovuta unicamente alla componente maschile.
Nel primo trimestre 2007 il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 15 e 64 anni è rimasto invariato rispetto a un anno prima al 57,9 per cento. A fronte della sostanziale stabilità del tasso di occupazione maschile al 69,9 per cento, quello femminile ha manifestato un lieve incremento, portandosi al 46,0 per cento dal 45,8 per cento del primo trimestre 2006. Per gli occupati stranieri il tasso si è attestato al 65,1 per cento (-2,0 punti percentuali), ed è risultato pari all’81,8 per cento per gli uomini e al 48,5 per cento per le donne.
La crescita dell’occupazione nel primo trimestre 2007 sintetizza l’aumento delle posizioni lavorative dipendenti, salite di 147.000 unità (+0,9 per cento), ed il calo di quelle indipendenti, diminuite di 47.000 unità (-0,8 per cento).
L’agricoltura ha manifestato una contrazione del numero di occupati dell’1,6 per cento (-15.000 unità), che ha interessato sia il lavoro subordinato sia quello autonomo e tutte le aree territoriali. L’industria in senso stretto ha registrato un incremento tendenziale dell’occupazione dello 0,7 per cento (+32.000 unità) dovuto per lo più all’aumento delle posizioni indipendenti.
All’allargamento della base occupazionale nel Nord-est e nel Mezzogiorno si è contrapposta una riduzione nel Nord-ovest e nel Centro. In confronto al primo trimestre del 2006, il numero di occupati nelle costruzioni è rimasto pressoché invariato (-0,1 per cento, pari a -2.000 unità). Il risultato sintetizza il calo dei dipendenti, concentrato nelle regioni settentrionali, e l’aumento degli
indipendenti, che ha interessato il Centro-nord. Il terziario ha evidenziato una crescita dell’occupazione pari su base annua allo 0,6 per cento (+84.000 unità), a motivo dell’incremento delle posizioni dipendenti e della riduzione di quelle indipendenti. A fronte dell’aumento registrato nel Nord-ovest e nel Centro, la base occupazionale dei servizi si è ridotta nelle altre aree geografiche del paese.
Nel primo trimestre 2007 il numero degli occupati a tempo pieno ha registrato un aumento tendenziale dello 0,7 per cento (+140.000 unità), che ha interessato sia i dipendenti sia gli indipendenti. Gli occupati a tempo parziale sono diminuiti dell’1,3 per cento (-40.000 unità). Al consistente calo della componente autonoma e a quello più limitato dell’occupazione subordinata a termine si è contrapposto l’incremento delle posizioni dipendenti permanenti. Nel complesso, l’incidenza dell’occupazione a orario ridotto è diminuita rispetto a un anno prima di tre decimi di punto, portandosi nel primo trimestre 2007 al 13,2 per cento.
Con riguardo all’occupazione dipendente, nel primo trimestre 2007 il lavoro a tempo parziale è complessivamente cresciuto su base annua dell’2,3 per cento, pari a +52.000 unità. L’incremento, che si è localizzato nelle regioni settentrionali e centrali ed ha interessato unicamente il terziario, ha coinvolto entrambe le componenti di genere. Tra le donne, l’incidenza del lavoro a tempo parziale si è marginalmente ridotta portandosi al 26,4 per cento dal 26,5 per
cento di un anno prima. Sempre con riferimento all’occupazione dipendente, il lavoro a termine ha registrato un moderato aumento (+0,7 per cento, pari a +14.000 unità), che ha riguardato quasi esclusivamente la componente femminile e il settore dei servizi. A livello territoriale la crescita si è in larga parte concentrata nelle regioni del Nord-ovest.
Nel primo trimestre 2007 ha lavorato fino a 10 ore nella settimana di riferimento il 2,0 per cento degli occupati, con incidenze comprese tra lo 0,7 per cento dell’industria in senso stretto e il 2,7 per cento dell’agricoltura. Nella classe tra 11 e 30 ore si è collocato il 18,3 per cento degli occupati. Rientrano in questa classe il 22,7 per cento dei lavoratori dei servizi a fronte del 18,4 e
dell’8,7 per cento rispettivamente dell’agricoltura e dell’industria. Il 74,2 per cento degli occupati ha lavorato settimanalmente almeno 31 ore, con un massimo dell’84,8 per cento nell’industria in senso stretto. Sempre con riguardo al primo trimestre 2007, il 4,9 per cento degli occupati è risultato assente dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia) nella settimana di riferimento.
Nel primo trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato una riduzione tendenziale sia della componente maschile (-13,5 per cento, pari a -120.000 unità) sia, con intensità più accentuata, di quella femminile (-20,2 per cento, pari a -199.000 unità). Il calo si è concentrato in buona parte nel Mezzogiorno, dove ha interessato entrambe le componenti di genere, ma è risultato sensibile anche nel Nord per la componente femminile e nel Centro sia per gli uomini sia per le donne.
Nel primo trimestre 2007 il tasso di disoccupazione è diminuito rispetto a un anno prima di 0,8 punti percentuali per gli uomini e di 1,9 punti percentuali per le donne, portandosi rispettivamente al 5,3 e all’8,0 per cento. Il calo, territorialmente diffuso, è risultato più contenuto nel Nord (-0,4 punti percentuali), dove ha riguardato esclusivamente la componente femminile, e nel Centro (-0,9 punti percentuali), dove invece ha interessato entrambe le componenti di
genere. Nel Mezzogiorno la discesa è stata più accentuata (-2,7 punti percentuali) e ha coinvolto sia gli uomini sia in misura maggiore le donne. Peraltro, il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno (11,4 per cento) risulta essere ancora il triplo rispetto a quello del Nord (3,8 per cento) e circa il doppio in confronto a quello del Centro (5,5 per cento).
Nel primo trimestre 2007 il numero di inattivi in età compresa tra 15 e 64 anni è sceso moderatamente nel Nord (-0,3 per cento, pari a -16.000 unità) mentre è cresciuto in misura marcata nel Centro (+5,4 per cento, pari a +137.000 unità) e nel Mezzogiorno (+4,1 per cento pari a +260.000 unità).
Nel primo trimestre 2007 il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni si è attestato al 38,1 per cento, otto decimi di punto in più rispetto a un anno prima. Il tasso si è leggermente ridotto nel Nord (dal 31,4 per cento al 31,2 per cento) mentre è cresciuto nel Centro (dal 34,1 per cento al 35,3 per cento) e nel Mezzogiorno (dal 46,4 per cento al 48,3 per cento).
Fonte: Istat
