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Economia


28/06/2007

Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: maggio 2007

Alla fine di maggio 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 44,9 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota pari al 41,9 per cento del monte retributivo osservato.
Nel mese di maggio 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 118,4 con una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese precedente e con un incremento del 2,6 per cento rispetto a maggio 2006. L’aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2007, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,7 per cento.

L’incremento dell’indice generale registrato nel mese di maggio 2007 deriva sia da rinnovi contrattuali, sia da miglioramenti fissati da accordi vigenti, nonché dall’aggiornamento di alcune indennità contrattate a livello provinciale per gli operai edili. Più in dettaglio, i rinnovi si riferiscono agli accordi vetro e servizi portuali, mentre i miglioramenti tabellari sono relativi ai contratti energia e petroli, gas e acqua.
Da maggio 2007, relativamente al contratto energia e petroli (circa 6 mila dipendenti del settore estrattivo e 25 mila di quello delle raffinerie) si osserva la corresponsione della terza e ultima rata di aumenti tabellari. L’incremento retributivo che ne deriva è di circa 43 euro, a cui corrisponde un aumento dell’indice orario delle retribuzioni contrattuali dell’1,6 per cento, sia per
l’aggregato estrazione minerali energetici, sia per quello energia e petroli (1,5 per cento nell’aggregato più ampio estrazione minerali).
Nel mese di maggio è stato siglato l’accordo di rinnovo per il contratto del vetro, relativo al quadriennio normativo agosto 2006-luglio 2010 e al primo biennio economico agosto 2006-luglio 2008. Gli aumenti tabellari, previsti in due tranche, decorrono da maggio 2007 e da febbraio 2008. La prima rata, in media pari a circa 76 euro, determina un incremento congiunturale del relativo indice orario del 3,8 per cento, mentre è dello 0,8 per cento l’incremento nella più ampia branca lavorazione minerali non metalliferi. È stato, inoltre corrisposto a copertura del periodo di agosto 2006-aprile 2007 un importo forfettario, mediamente pari, al netto di quanto già erogato a titolo di indennità di vacanza contrattuale, a 249 euro.
Per i dipendenti delle imprese che erogano gas e acqua (aziende private e municipalizzate) a maggio si rileva il pagamento della seconda e ultima tranche di aumenti tabellari, pari in media a circa 76 euro: ne derivano una variazione congiunturale di più 3,8 per cento dell’indice orario del contratto e un incremento dell’1,2 per cento nella più ampia branca energia elettrica, gas e acqua.
Per gli operai edili si registra l’aggiornamento, in 26 province, degli importi relativi ad una o più delle indennità fissate a livello territoriale. Le retribuzioni nell’intero settore edile aumentano in media di circa 7 euro, con una variazione congiunturale dell’indice orario di più 0,4 per cento.
Sempre nel mese di maggio è stato rinnovato il secondo biennio economico (gennaio 2007-dicembre 2008) per i dipendenti regolati dal contratto servizi portuali. Esso prevede aumenti tabellari, oltre che a maggio 2007, anche nei mesi di gennaio e dicembre 2008. L’applicazione della prima tranche, in media pari a circa 40 euro, determina una crescita del 2,2 per cento dell’indice orario di contratto e dello 0,2 per cento per la branca attività connesse ai trasporti che
comprende l’accordo.

Con la retribuzione del mese di maggio 2007, al personale a terra di Alitalia è prevista la corresponsione della prima rata di una tantum a copertura del periodo di vacanza contrattuale gennaio 2006 -marzo 2007, il cui valore è per tutti uguale a 1.000 euro.
Tra gli eventi osservati nel mese di maggio, si segnala il rinnovo del contratto per i dirigenti delle regioni e autonomie locali e la sigla dell’ipotesi di accordo per i dipendenti delle agenzie recapiti espressi. Per quel che riguarda le figure dirigenziali del settore pubblico, escluse dal computo dell’indice delle retribuzioni contrattuali, si tratta dell’accordo relativo al secondo biennio economico 2005-2006 per i dirigenti dell’area 2 regioni e autonomie locali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2007.
L’accordo, oramai a regime, prevede aumenti tabellari a partire da gennaio 2004 e febbraio 2005. Gli incrementi sono in media pari a poco meno di 250 euro e determinano una variazione del relativo indice di contratto pari a più 6,1 per cento. Contestualmente sono stati conteggiati importi a titolo di arretrati per poco meno di 8.900 euro.
Relativamente al contratto delle agenzie recapiti espressi, le parti sociali sono state chiamate ad esprimersi per sciogliere la riserva sull’applicazione dell’accordo; i dettagli verranno descritti successivamente, non appena il contratto sarà ratificato.
Nel mese di maggio, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,6 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: regioni e autonomie locali (più 6,0 per cento), servizio sanitario nazionale (più 5,9 per cento), energia elettrica, gas e acqua (più 5,4 per cento), agricoltura (più 5,0 per cento) e gomma e plastiche (più 4,6 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti assicurazioni (più 0,6 per cento) e pubblici esercizi e alberghi (più 0,4 per cento), mentre per i contratti credito, scuola e ministeri la variazione risulta nulla.
Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, il recepimento, nel mese di maggio, dei due accordi precedentemente segnalati determina un incremento della quota dei contratti in vigore dal 41,4 per cento di aprile al 41,9 per cento di maggio.
Alla fine del mese risultano in vigore 41 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,5 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 35 accordi relativi a circa 6,8 milioni di dipendenti e al 58,1 per cento del monte retributivo totale.
La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è totale nell’agricoltura e nell’edilizia e quasi totale nel settore dell’industria in senso stretto (99,2 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano, invece, il settore del credito e assicurazioni (2,9 per cento), quello dei servizi privati (4,0 per cento) e quello dei trasporti, comunicazioni e attività connesse (25,2 per cento). Infine, relativamente alla pubblica amministrazione e al commercio pubblici esercizi e alberghi, nessuno dei contratti osservati dall’indagine è in vigore (copertura nulla). 

L’indagine segue, per ciascun contratto considerato, le retribuzioni lorde per tutte le categorie di
inquadramento del personale dipendente previste, ad eccezione di quelle degli apprendisti e di tutte le figure dei dirigenti. Al fine di consentire una piena comparabilità con il settore privato, anche le figure dirigenziali della pubblica amministrazione non entrano nel calcolo del relativo indice. Esse, tuttavia, sono monitorate mensilmente dall'Istat allo scopo di realizzare specifici indicatori relativi all’insieme di tutte le figure presenti in ciascun comparto contrattuale pubblico.

L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2007 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di maggio 2007, segnerebbe un incremento del 2,0 per cento. Di tale aumento complessivo, più della metà è conseguenza della dinamica registrata nell’anno 2006, mentre la parte restante deriva dai miglioramenti previsti per l’anno 2007.

A maggio 2007, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 55,1 per cento, in leggero calo rispetto al mese precedente (55,5 per cento) in virtù dei due rinnovi intervenuti, ma decisamente più alta rispetto a maggio 2006 (44,8 per cento). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 13,1; circa uno in più rispetto ad aprile 2007 e 3 in più rispetto a maggio 2006. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 7,2 mesi: erano 6,7 ad aprile 2007 e 3,8 a maggio 2006. L’andamento degli indicatori di tensione contrattuale per l’intera economia è presentato nei successivi grafici.

L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di marzo 2007 aggiornando, al contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte.

Nel primo trimestre 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 280 mila; l’84 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 2006. Le principali motivazioni dei conflitti nel periodo gennaio-marzo sono da imputare al rinnovo del contratto di lavoro e alle altre cause; per entrambe le motivazioni la quota percentuale sul totale delle ore non lavorate è del 25,4 per cento.


Fonte: Istat