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Economia

Attivitą Finanziarie e Immobiliari
13/06/2007

Imprese: ABI Abruzzo, Confidi pił forti, accesso al credito pił semplice

“È necessario favorire il processo di aggregazione dei Confidi perché un rafforzamento di questi strumenti può essere utile a migliorare ulteriormente l’accesso al credito, soprattutto per le Pmi, e aumentare le opportunità per il rilancio della competitività sul territorio”. Lo ha dichiarato il Presidente di ABI Abruzzo, Antonio Di Matteo, oggi a Teramo, nel corso del convegno su “Politiche di credito: il ruolo dei Confidi” a cui hanno partecipato, tra gli altri, l’Assessore regionale al Bilancio, Giovanni D’Amico, e il Presidente della Camera di commercio di Teramo, Giustino Di Carlantonio.

Nel corso del convegno è stata sottolineata la necessità che i provvedimenti in discussione sull’attività dei Confidi mirino a migliorarne l’attività, con l’obiettivo di incentivare ed agevolare l’accesso al credito per le Pmi in vista della prossima applicazione di Basilea2. In questo ambito Antonio Di Matteo ha ribadito che “ci sono le condizioni per agganciare la fase di ripresa economica che abbiamo di fronte, soprattutto grazie alla stretta collaborazione tra banche e imprese che ha lanciato la nostra regione tra le prime d’Italia per quanto riguarda l’andamento dei finanziamenti al territorio”.
Nel 2006, infatti, sono stati 20,2 miliardi di euro gli impieghi bancari all’economia abruzzese (+18,8% rispetto al 2005). Sono i dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio permanente banche-imprese (costituito da ABI e 13 associazioni imprenditoriali). Alle famiglie sono andati 5,8 miliardi di euro (+10,7% sul 2005) e alle imprese 13,8 miliardi (+23,4%).

Tra i settori produttivi maggiormente interessati:
- l’industria con 5,2 miliardi di impieghi per una crescita del 15%;
- il comparto commerciale ed alberghiero con 2,7 miliardi (+10,7%);
- l’edilizia che ha visto crescere i suoi finanziamenti del 24,3% per un ammontare di 2,3 miliardi;
- l’artigianato con un incremento del 7,1% e oltre 1 miliardo di affidamenti;
- infine il comparto agroalimentare con 562 milioni di euro e un aumento dell’8,8%.


Fonte: Abi