Formazione
19/06/2007
Esami di Stato 2007: ragazze in maggioranza; 7 candidati su 10 sono in etā regolare; 9.000 stranieri di 150 Nazioni
A pochi giorni dal primo scritto della “maturità”, l’Anagrafe nazionale degli alunni permette di tracciare una sorta di identikit dei candidati interni in quanto rappresenta circa il 90% dei 497.296 candidati che affronteranno la prima prova scritta (il rimanente 10% proviene da scuole non statali). L’Anagrafe, per ora limitata alle scuole statali, registra i dati che illustrano il curriculum scolastico degli alunni frequentanti le scuole del nostro Paese.
Sono le donne le più determinate
Oltre la metà dei candidati provenienti da scuole statali sono ragazze (52%). Valore significativo se si considera che la presenza femminile in tutti gli anni di corso dell’istruzione secondaria di secondo grado è del 49,2% e che nella prima classe le ragazze sono solo il 47,2% degli alunni, segnale della maggior determinazione a conseguire il titolo finale da parte delle donne.
La distribuzione per genere è abbastanza omogenea in tutte aree geografiche, anche se le commissioni del Nord Est saranno quelle che esamineranno più donne (52,7%) mentre quelle del Sud, con il 51,2% fanno registrare il tasso di partecipazione femminile più basso.
Notevolmente differenziata, invece, è la presenza femminile nelle quinte classi se si prende in considerazione la tipologia di istituto. Negli ex istituti magistrali con l’87,9%, nei licei artistici e negli istituti d’arte con il 71,6%, nei licei classici con il 71,1% verranno esaminate, in proporzione al totale dei candidati, il maggior numero di ragazze. Negli istituti tecnici predomina, invece la componente maschile (solo 38,1% di donne).
L’età dei candidati
Il 68,4% dei candidati di scuola statale ha compiuto un percorso scolastico regolare, tanto che affronta l’esame di Stato entro i 18 anni compiuti nel 2006.
Il 4,7% ha un’età inferiore (frequenta con anticipo) e poco più di un quarto (26,9%) frequenta la quinta con un ritardo di uno o più anni.
Anche sotto questo aspetto le ragazze sembrano conseguire risultati migliori. Infatti, mentre i maschi in “ritardo” sono il 32,6%, solo 21 ragazze su cento hanno avuto qualche problema nel corso della loro carriera scolastica tale da perdere uno o più anni.
A livello territoriale i valori del ritardo sono distribuiti in maniera abbastanza omogenea in tutto il territorio nazionale. Solo il meridione si caratterizza per la significativa presenza di ragazzi in anticipo nel percorso di studi (7,8% - 7,7% Sud ed Isole) a fronte del 1,1-1,5% del Nord.
Per quanto riguarda i tipi di istituto, i licei scientifici (80,5%) ed i classici (80,3%) hanno la più alta percentuale di maturandi in età regolare, ma hanno anche il primato del maggior numero di ragazzi in anticipo negli studi e di conseguenza il più basso valore di “ritardi” .
Gli istituti professionali registrano, invece, i valori più bassi con solo il 56% di candidati in età regolare.
Aumentano i maturandi con cittadinanza non italiana
I candidati agli esami, con cittadinanza non italiana, saranno poco più di 9.000, pari al 2,1% di tutti i candidati provenienti da scuole statali (lo scorso anno erano l’1,5%). In tutti gli anni di corso delle superiori ogni 100 alunni frequentanti 4 sono non italiani (l’anno scorso l’analogo valore era 3,2 su 100).
Anche qui si rileva una sensibile differenziazione tra i tipi di istituto; classici, scientifici e magistrali: 1,3%; istituti d’arte e licei artistici: 2%; istituti tecnici 2,5%; professionali 3,9%.
I candidati non italiani che sosterranno gli esami di Stato provengono da 150 Nazioni (su 194 cittadinanze straniere esistenti). Tra le più rappresentate: l’Albania (circa 1.300 candidati), la Romania (850), il Marocco e la Germania entrambi con 600 candidati, il Perù con circa 500 maturandi e la Svizzera con 300.
Il fatto che gli alunni con cittadinanza tedesca e svizzera siano maggiormente presenti nelle scuole del meridione farebbe supporre che ci si trovi in presenza di un fenomeno di “immigrazione di ritorno” anche se riguardante generazioni diverse.
Fonte: Ministero della Pubblica Istruzione
