Economia
05/06/2007
Corte dei conti - Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Societā per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - Arcus SpA (esercizio 2006)
Il referto sottolinea che la perdurante mancanza del prescritto regolamento di esecuzione della legge istitutiva e la terza proroga annuale della disciplina transitoria - anche e soprattutto a causa delle modalità applicative adottate - hanno ristretto il ruolo di Arcus a quello di mera agenzia strumentale, per l'attuazione degli interventi decisi dai Ministri di riferimento, in carenza sia di una adeguata programmazione, sia di regole procedimentali che assicurino quantomeno imparzialità e trasparenza.
Viene pertanto evidenziata l'esigenza di una scelta di fondo, che conduca o all'immediato varo del regolamento - per verificare la effettiva capacità della Società di svolgere iniziative di chiaro stampo innovativo, aggregando e moltiplicando soggetti e risorse sul territorio - oppure, al riesame della sua configurazione giuridica, se non della sua stessa sopravvivenza.
Nell'ipotesi di conferma della Società, si auspica la revisione della dettagliata disciplina primaria sugli organi, che sarebbe opportuno demandare ad una più flessibile regolamentazione statutaria, per uniformarla alle nuove disposizioni sulle società pubbliche - sui più rigorosi requisiti per l'accesso alle cariche e sull'adeguamento numerico degli amministratori all'oggetto sociale - e facilitare altresì la prevista partecipazione di altri soggetti al capitale.
Un richiamo è inoltre formulato sulla tempestività delle nomine, ai cui ritardi si riconnettono il funzionamento completo del Consiglio di amministrazione nel solo primo anno di vita della Società, una prolungata gestione commissariale e la situazione di proroga del Collegio dei sindaci.
Sulle linee evolutive della struttura societaria, viene ribadita l'esigenza del rispetto degli indirizzi legislativi e ministeriali volti alla massima snellezza e flessibilità - in coerenza con il ruolo di Arcus, quale soggetto facilitatore e non esecutore degli interventi - e quindi della ottimizzazione degli strumenti che favoriscano l'impiego transitorio di dipendenti ministeriali, anche per conseguire le concorrenti finalità di accrescerne la professionalizzazione.
Con riguardo all'attività svolta - sinora concentrata sulla deliberazione dei programmi interministeriali, eccessivamente analitici e spesso tardivi, che comportano la erogazione di mere contribuzioni nei casi degli interventi in corso o già conclusi - si osserva che una sua differente caratterizzazione resta legata ad una forte capacità propositiva e promozionale, per iniziative autonome e diverse da quelle ordinarie ministeriali e, soprattutto, alla reale sperimentazione di un compiuto sistema di misurazione degli impatti, in grado di dimostrare l'effettivo valore aggiunto creato dalla Società, che ne giustifichi l'istituzione e consenta di verificarne nel tempo la validità.
Sono comunque raccomandate misure per accelerare le procedure di attuazione ed in particolare di quelle del primo programma interministeriale del 2004 - soprattutto per gli interventi collegati alle infrastrutture ed in vista della prossima conclusione del triennio previsto dall'apposita convenzione - e, a fronte del sostanziale stallo degli stanziamenti affidati in parte alle decisioni della Società, si segnala l'esigenza di un attento riesame, anche al fine di una tempestiva riassegnazione dei fondi ancora inutilizzati.
Con riguardo alle risultanze di bilancio - che riflettono le peculiarità normative di Arcus, quale soggetto gestore di risorse non proprie, ma provenienti da mutui a carico del bilancio statale - si sottolinea il tema di una più adeguata contabilizzazione ed imputazione degli interessi sulle relative giacenze, che garantisca il pieno rispetto dello specifico vincolo di destinazione.
Ulteriori misure suggerite sono quelle volte alla istituzione, da parte di Arcus, di un adeguato sistema di commisurazione dei compensi di istruttoria e monitoraggio sinora fissati in via forfettaria - soprattutto per i progetti già conclusi - e, da parte dei Ministeri, alla ricalibratura dei contributi annuali di funzionamento per la fase di avvio, anche tenendo conto dei bilanci della Società, che ha utilizzato solo una parte della quota del 2004, mentre restano integre quelle del 2005 e 2006.
La situazione patrimoniale espone un netto in ulteriore crescita ( da 8,7 a 9,4 mln di euro ), che include, quale principale componente attiva, le disponibilità liquide tratte dal mutuo e, passiva, l'importo dei debiti per i progetti approvati e da finanziare; il conto economico chiude con un utile più elevato ( da 550.000 a 755.072 euro ), alimentato prevalentemente dalla componente finanziaria, per effetto dei crescenti interessi attivi sulle risorse del mutuo, mentre risultano ancora assenti effettivi ricavi da fonti di redditività autonoma, prefigurati nei piani d'impresa in derivazione dal marchio aziendale, da royalties sul logo di Arcus, dalla promozione di manifestazioni e dai ritorni generati dall'attività di advising e di sostegno tecnico-organizzativo.
Quanto alle previsioni finanziarie per il 2007, viene segnalato l'ulteriore aumento della spesa di personale e soprattutto della sua componente rigida, connessa alla prospettata assunzione di nuovi dipendenti, in sostituzione di quelli ministeriali in assegnazione provvisoria; resta comunque assicurata la continuità aziendale, per effetto della notevole espansione dei ricavi da compensi di istruttoria e monitoraggio, il cui ammontare complessivo giunge quasi a coprire quello delle spese, al netto del decrescente apporto dei proventi finanziari.
Fonte: Corte dei Conti
