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Settori economici
Attivitą Finanziarie e Immobiliari28/06/2007
Banche: ABI, settore sempre pił competitivo in Italia e in Europa
Margini di crescita nel campo dei pagamenti con le “carte di plastica”, i mutui e il credito al consumo. La fotografia delle banche italiane a confronto con quelle dei principali paesi europei al convegno dell’ABI Spin 2007.
Un settore bancario sempre più competitivo in Italia e in Europa, che “eccelle” nel finanziamento
alle imprese, ma ha ancora margini di crescita in segmenti importanti come i pagamenti con carte di credito e bancomat, i mutui e il credito al consumo verso le famiglie. È questa la fotografia delle banche italiane, messe a confronto con quelle dei principali paesi europei, che emerge dai dati presentati al convegno dell’ABI “SPIN 2007”, che quest’anno ha affrontato il tema: “Crescere per competere. Tecniche economiche e sviluppo finanziario nello scenario europeo”.
Il settore bancario italiano, dati alla mano, ha fatto molta strada per colmare il “gap dimensionale” che lo separava dal resto d’Europa, anche se il cammino intrapreso in questi anni deve ancora proseguire. In termini di totale attivo le banche italiane rappresentano l’8% del totale dell’Ue a 25 paesi, più avanti del 6,5% della Spagna, ma ancora lontano dal 25,3% della Gran Bretagna, dal 20,8% della Germania e dal 15,5% della Francia (ma va considerato che l’economia italiana pesa per il 12,9% sul prodotto interno lordo europeo, quella tedesca per il 20,2%, quella inglese per il 16,6%, quella francese per il 15,6% e quella spagnola per l’8,6%).
“La banche italiane – ha detto il Presidente dell’ABI Corrado Faissola introducendo i lavori della
decima edizione del convegno Spin – stanno dando un contributo importante alla costruzione di
un mercato finanziario più grande ed efficiente, sia sotto il profilo della maggiore concorrenza, sia sotto quello del sostegno complessivo al Sistema Paese. Oggi, anche grazie alla nuova fase di aggregazioni che completa il processo di consolidamento in atto già da tempo nel settore – ha
aggiunto Faissola – possiamo affrontare con successo anche la sfida dell’integrazione europea dei mercati e dei servizi e contribuire, più in generale, all’internazionalizzazione dell’economia”. Su questo stesso tema, nel corso del convegno, è intervenuto anche il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, sottolineando che “il settore bancario italiano ha potuto concorrere alla ripresa della nostra economia forte dei considerevoli progressi messi a segno nell’ultimo decennio sotto il profilo dell’efficienza produttiva, della gestione dei rischi, delle dotazioni patrimoniali”, colmando il divario col resto d’Europa anche grazie – ha aggiunto –
“all’ampliamento dell’offerta dei servizi e alle riorganizzazioni aziendali connesse con le
aggregazioni fra intermediari”.
Finanziamenti alle imprese
Per quanto riguarda le principali attività che quotidianamente vengono svolte negli oltre 30 mila
sportelli delle banche italiane, il confronto con gli altri Paesi europei ci vede sul secondo gradino
del podio nei finanziamenti alle imprese, con una quota di mercato pari al 15,1% del totale
dell’Ue a 25 paesi, di poco dietro alla Germania (18%) e davanti a Francia (14,2%), Spagna
(13,5%) e Gran Bretagna (12,6%).
Finanziamenti alle famiglie
Margini di miglioramento ci sono invece nel campo degli impieghi alle famiglie. Questo comparto rappresenta il 6% del totale europeo, contro il 28,7% della Gran Bretagna, il 22% della Germania, il 10,8% della Francia ed il 9,5% della Spagna. Il mercato dei mutui italiano, in particolare, rappresenta il 4,7% di quello europeo, contro il 30,1% inglese, il 20,6% tedesco, il 10,6% francese ed il 9,6% spagnolo. Stesso discorso per il credito al consumo: 5% del totale dell’Europa a 25, contro il 31,7% degli inglesi, il 19,3% dei tedeschi, il 16% dei francesi e l’8,7% degli spagnoli.
Carte di pagamento
Quanto ai pagamenti, in Italia si continua a preferire ancora troppo il denaro contante rispetto
alle “carte di plastica”. Tant’è vero che il numero di “strisciate” che ogni anno avvengono in Italia
rappresentano solo per il 5,2% di quelle totali europee (27,2% quelle inglesi, 22,7% quelle
francesi, 10,3% quelle tedesche e 6,1% quelle spagnole). Il volume dei pagamenti – cioè la
quantità di denaro che circola mediante i pagamenti con carte di credito e bancomat – è pari
invece all’8% del totale europeo (contro il 33,6% inglese, 19% francese, l’11,6% tedesco e 5,5%
spagnolo). “Recuperare il ritardo che ci separa dal resto d’Europa in questo campo – ha detto il
direttore generale dell’ABI Giuseppe Zadra – è tanto più importante ora che siamo alla vigilia di
grandi appuntamenti, come l’avvio dell’area unica dei pagamenti in euro Sepa, che già dall’inizio
del prossimo anno diventerà una realtà di fatto con i primi prodotti e servizi basati sugli schemi
Sepa messi a disposizione dei clienti. In questo modo, anche sul fronte dei pagamenti saremo
sempre meno cittadini italiani e sempre più cittadini europei”.
Il convegno
Il convegno – che si è appena concluso all’Hotel Ergife di Roma, con la partecipazione delle
banche e delle istituzioni italiane ed europee - è stata anche l’occasione per fare il punto sulle
nuove prospettive di competitività aperte, per l’industria bancaria ma più complessivamente per
l’intero sistema economico del Paese, dall’internazionalizzazione dei mercati e dalla sempre
maggior efficienza dei servizi. Soprattutto alla luce del nuovo scenario normativo, che si sta
configurando con l’approvazione della Direttiva sui Servizi di pagamento e l’introduzione della
MiFID.
Fonte: Abi
