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Settori economici
Alberghi e Ristoranti25/05/2007
Istat - Movimento alberghiero Pasqua 2007
Sulla base della rilevazione campionaria sull’attività alberghiera l’Istituto nazionale di statistica comunica che nel periodo di Pasqua 2007 (specificamente dal 6 al 15 aprile), gli alberghi italiani hanno registrato, rispetto al periodo pasquale 2006 (dal 14 al 23 aprile), una diminuzione del 12,4 per cento degli arrivi e del 10,4 per cento delle giornate di presenza. Per una migliore interpretazione dei risultati, occorre considerare che il confronto temporale è influenzato dall’effetto del diverso calendario: la Pasqua di quest’anno, infatti, è caduta, rispetto a quella dell’anno precedente, in un periodo meno favorevole per importanti tipologie di turismo stagionale. Per la clientela italiana si sono registrati, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, cali del 17,5 per cento negli arrivi e del 15,0 per cento nelle presenze. Per la clientela straniera le diminuzioni sono state del 4,6 per cento negli arrivi e del 5,1 per cento nelle presenze. Tutte le ripartizioni geografiche sono state interessate, seppure in misura differenziata, da variazioni negative sia degli arrivi, sia delle presenze. Nel Nord-ovest, rispetto all’analogo periodo del 2006, si è verificato un calo del 6,0 per cento degli arrivi totali, sintesi di una diminuzione del 9,6 per cento per gli italiani e dell’1,2 per cento per gli stranieri. Nel Nord-est si è registrata una diminuzione del 17,8 per cento degli arrivi degli italiani e dell’1,6 per cento degli stranieri, per una variazione negativa complessiva dell’11,5 per cento. Il Centro Italia ha segnato una riduzione del 15,8 per cento degli arrivi totali, quale risultante di un calo del 23,0 per cento per gli italiani e del 7,0 per cento per gli stranieri. Nell’Italia meridionale ed insulare, infine, si registrata una variazione negativa degli arrivi complessivi del 16,1 per cento, a sintesi di una diminuzione del 18,4 per cento dei clienti italiani e dell’11,2 per cento della componente estera. Per quanto riguarda le presenze, nell’Italia nord-occidentale il calo della clientela nazionale, pari al 4,6 per cento, e di quella straniera, pari all’1,6 per cento, ha determinato una diminuzione complessiva del 3,2 per cento. Nel Nord-est le presenze degli italiani sono diminuite del 14,4 per cento e quelle degli stranieri del 5,1 per cento, per un calo complessivo del 9,8 per cento. Nell’Italia centrale la riduzione delle presenze totali, pari all’11,6 per cento, è la risultante di cali delle presenze del 19,0 per cento per la clientela nazionale e del 4,4 per cento per quella straniera. Infine, nell’Italia meridionale ed insulare vi è stata una caduta del 17,4 per cento delle presenze complessive, pari al, è dovuto alla diminuzione del 21,1 per cento per la componente italiana e dell’11,1 per cento per quella estera. La durata media di permanenza negli esercizi rilevati è stata di 2,53 giornate, con un lieve incremento (pari a 0,06 giornate) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 56,5 per cento della clientela ha preferito le località turistiche di tipo prevalentemente stagionale (località montane, marine, lacuali, termali, collinari); tale quota è diminuita di un punto e mezzo percentuale rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Il restante 43,5 per cento delle presenze ha riguardato città d’arte e capoluoghi non altrimenti classificati. La distribuzione territoriale è risultata molto differenziata: la quota delle presenze registrate nelle località turistiche di tipo stagionale è stata massima nell’Italia nord orientale (74,8 per cento) e minima nell’Italia centrale (37,5 per cento). Considerando la provenienza della clientela, emerge che il 59,9 per cento della clientela italiana si è recato in località turistiche di tipo stagionale e il restante 40,1 per cento ha visitato città d’arte e capoluoghi, mentre la quota di stranieri che ha optato per queste ultime località è risultata superiore (47,1 per cento). Nel periodo considerato, il 69,1 per cento della clientela ha preferito gli alberghi di media o grande dimensione (oltre i 50 posti-letto), mentre il restante 30,9 per cento ha scelto di soggiornare in alberghi di piccola dimensione. Per quanto riguarda le nazionalità di provenienza degli stranieri che hanno soggiornato negli alberghi italiani durante il periodo dal 6 al 15 aprile 2007, il 58,5 per cento degli albergatori ha dichiarato che i clienti tedeschi hanno costituito una delle tre nazionalità prevalenti, i francesi sono stati segnalati dal 30,3 per cento degli albergatori e i clienti provenienti dalla Svizzera dal 29,3 per cento degli albergatori. Nel periodo di rilevazione considerato, il 15,1 per cento dei clienti italiani proveniva dalla stessa regione in cui è situato l’albergo, il 34,9 per cento da regioni limitrofe e il restante 50,0 per cento da altre regioni. Negli alberghi dell’Italia centrale si riscontra una netta prevalenza di clientela proveniente da regioni più lontane (68,1 per cento del totale dei clienti italiani) e all’opposto, nelle strutture site nell’Italia meridionale ed insulare l’incidenza dei clienti provenienti dalla stessa regione è di gran lunga superiore a quella nazionale (26,5 per cento negli alberghi del Sud ed Isole rispetto al 15,1 per cento nazionale). Durante il periodo pasquale i tassi di rinuncia (quota di prenotazioni disdette rispetto al totale delle prenotazioni) sono stati relativamente contenuti. In media, il 45,2 per cento degli albergatori segnala che non vi sono state disdette delle prenotazioni (rispetto al 42,3 per cento dell’analogo periodo dello scorso anno) e il 35,8 per cento indica che la quota di disdette è stata contenuta entro il 10 per cento (39,7 per cento nel periodo di Pasqua 2006). Il 4,8 per cento degli albergatori segnala un tasso di rinuncia medio (disdette comprese tra il 10 e il 25 per cento delle prenotazioni) e l’1,6 per cento un tasso alto (superiore al 25 per cento); nel confronto con il corrispondente periodo del 2006, la prima quota è diminuita di 1,1 punti percentuali e la seconda è salita di 0,5 punti. La rilevazione sul movimento alberghiero raccoglie anche le opinioni degli operatori sull’andamento del turismo e dell’occupazione nel trimestre successivo al periodo osservato, al fine di fornire informazioni sulle tendenze in atto nel settore. In merito ai giudizi sull’andamento del turismo nel trimestre maggio-luglio 2007, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la differenza (saldo) tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella di chi prevede una diminuzione è negativa (meno 12,8). Nell’analoga rilevazione dello scorso anno il saldo negativo era stato meno ampio (meno 6,4). A livello territoriale, il saldo assume valori negativi in tutte le ripartizioni geografiche con valori compresi tra meno 16,0 nel Sud e isole e meno 11,4 nel Nord-est. Il saldo negativo delle opinioni è più contenuto per il turismo nazionale (meno 9,2) che per quello estero (meno 16,5). Dalle indicazioni degli operatori riguardanti l’andamento dell’occupazione nel trimestre maggio-luglio 2007, rispetto al medesimo periodo del 2006, risulta che la quota di albergatori che esprimono l’intenzione di diminuire il numero degli occupati è pari, per il complesso del Paese, al 14,1 per cento (il 15,1 nella corrispondente rilevazione dello scorso anno). La quota di quelli che si orientano in senso opposto è limitata al 6,3 per cento (6,2 lo scorso anno). I giudizi negativi prevalgono soprattutto nelle ripartizioni dell’Italia settentrionale e dell’Italia meridionale ed insulare: il saldo tra le quote dei giudizi positivi e di quelli negativi è pari a meno 12,4 per il Nord-ovest e a meno 9,6 per il Sud e isole. Il 3,2 per cento degli alberghi italiani, secondo quanto segnalato dagli operatori, sarà chiuso nel trimestre maggio-luglio 2007 (lo scorso anno tale percentuale era del 2,3 per cento); l’incidenza più alta si registra nell’Italia nord-orientale (4,3 per cento) e la più bassa in quella meridionale ed insulare (1,8 per cento).
Fonte: Istat
