Economia
28/05/2007
Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: aprile 2007
Alla fine di aprile 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 44,5 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota pari al 41,4 per cento del monte retributivo osservato. Nel mese di aprile 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 118,3 con una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese precedente e con un incremento del 2,5 per cento rispetto a aprile 2006. L’aumento registrato nel periodo gennaio-aprile 2007, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,8 per cento1. L’incremento dell’indice generale registrato nel mese di aprile 2007 deriva sia da rinnovi contrattuali, sia da miglioramenti fissati da accordi già vigenti, come pure dal pagamento, per alcuni contratti, dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC). Più in dettaglio, i rinnovi si riferiscono agli accordi per i dipendenti delle imprese che distribuiscono gas e acqua e per quelli della Rai, mentre i miglioramenti tabellari sono relativi ai contratti di ceramica, editoria giornali e lavanderie e tintorie. Da aprile è stata, inoltre, pagata la prima rata di IVC2 nei contratti commercio, servizi di smaltimento rifiuti e poste. Sempre ad aprile è stato rinnovato l’accordo per il personale a terra dell’Alitalia, i cui aumenti tabellari troveranno applicazione nei mesi successivi. Nella branca carta, editoria e grafica l’aumento congiunturale dello 0,3 per cento dell’indice orario delle retribuzioni3 deriva dalla corresponsione della terza ed ultima rata di aumenti per i dipendenti regolati dall’accordo editoria giornali; l’incremento medio pro capite è pari a poco meno di 40 euro, con una variazione dell’indice orario di più 1,9 per cento. Ai dipendenti delle imprese della ceramica è stata corrisposta la prima tranche (di due) degli aumenti tabellari previsti: l’aumento medio è pari a circa 69 euro e determina un incremento congiunturale del relativo indice orario del 4,1 per cento, mentre è dell’1,2 per cento l’incremento nella branca lavorazione minerali non metalliferi che comprende l’accordo. Alla fine di aprile è stato ratificato il nuovo contratto per i dipendenti delle imprese che erogano gas e acqua (aziende private municipalizzate), siglato il 9 marzo 2007. Tale accordo è relativo al quadriennio normativo gennaio 2006-dicembre 2009 e al primo biennio economico gennaio 2006-dicembre 2007. Gli aumenti tabellari, previsti in due tranche, decorrono da marzo 2007 e maggio 2007. La prima rata pagata ad aprile, determina una variazione media delle retribuzioni di circa 32 euro, con una variazione congiunturale di più 1,6 per cento dell’indice orario e un incremento dello 0,6 per cento nella più ampia branca energia elettrica, gas e acqua. L’accordo ha previsto ad aprile la corresponsione, a copertura del periodo di vacanza contrattuale aprile 2006-marzo 2007, di un importo a titolo di una tantum4, al netto delle somme dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC) già percepite, il cui valore medio è di poco meno di 520 euro. Infine, stante la decorrenza a marzo 2007 della prima rata di aumenti (32 euro) è prevista l’erogazione di arretrati pari a una mensilità. Tale istituto, introdotto dal protocollo di luglio 1993, prevede, dopo tre mesi di mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, il pagamento di un elemento provvisorio della retribuzione a partire dal mese successivo alla data di presentazione della piattaforma. Tale elemento, denominato indennità di vacanza contrattuale (IVC), cessa di essere erogato in occasione della corresponsione dei benefici tabellari previsti dal nuovo accordo. L’importo è pari al 30 per cento del tasso d’inflazione programmato ed è calcolato sui minimi retributivi e sull’indennità di contingenza. Trascorsi ulteriori tre mesi, l’importo dell’IVC sale al 50 per cento del tasso d’inflazione programmato. 3 È da specificare che nell’indagine sulle retribuzioni contrattuali gli incrementi retributivi si riferiscono alla retribuzione media mensilizzata lorda per dipendente, comprendente anche i ratei delle mensilità aggiuntive. 4 Date le caratteristiche dell’indice delle retribuzioni contrattuali, finalizzato alla stima delle variazioni mensili della retribuzione basata sugli importi tabellari, gli arretrati e le erogazioni una tantum non ne modificano il valore; essi, tuttavia, concorrono al calcolo della retribuzione annua di competenza (cfr. Note informative e Glossario in appendice). Da aprile decorre il pagamento della prima rata dell’IVC per i dipendenti regolati dal contratto del commercio, che si applica anche ai dipendenti di aziende che erogano servizi al mercato (ad es. servizi di informatica, telematica, pubblicità, ricerche di mercato eccetera). Con riferimento al solo settore del commercio, gli incrementi medi sono di poco meno di 10 euro mentre è dello 0,6 per cento la variazione congiunturale dell’indice orario. Anche ai dipendenti delle poste è stata corrisposta la prima rata di IVC, il cui valore medio è di poco più di 9 euro; ne consegue una variazione congiunturale Di più 0,4 per cento del relativo indice orario e di più 0,3 per cento nella branca poste e telecomunicazioni. La variazione congiunturale dell’indice orario che si osserva nella branca servizi alle imprese, pari a più 0,5 per cento, deriva dal pagamento dell’IVC in taluni accordi e dall’incremento delle retribuzioni nel contratto lavanderie e tintorie. Più in dettaglio, da aprile è corrisposta la prima rata di IVC ai dipendenti delle imprese che effettuano servizi al mercato regolati dal contratto del commercio (in media 8 euro) e a quelli delle imprese (private e municipalizzate) che svolgono servizi di smaltimento rifiuti (circa 11 euro). Gli aumenti registrati per i dipendenti disciplinati dall’accordo lavanderie e tintorie sono invece relativi al pagamento della terza e ultima rata, il cui importo medio (poco meno di 19 euro) determina una variazione dell’indice congiunturale del relativo contratto di più 1,3 per cento. Alla fine dell’anno 2006 è stato siglato l’accordo relativo al secondo biennio economico gennaio 2006-dicembre 2007 per i dipendenti della Rai: esso ha previsto aumenti tabellari di pari importo a decorrere dai mesi di settembre 2006 e gennaio 2007. Gli incrementi, oramai a regime, sono per un dipendente al 4° livello (figura di riferimento), pari a 60 euro e determinano una crescita congiunturale dell’indice orario di contratto del 3,8 per cento, che si riduce al 2,1 per cento nell’aggregato più ampio attività radiotelevisive. A copertura del periodo di vacanza contrattuale gennaio-dicembre 2006, è stata corrisposta una cifra di 400 euro (parametrizzata al 4° livello). Con la retribuzione del mese di aprile 2007, inoltre, è prevista la corresponsione della seconda rata di una tantum5 agli autoferrotranvieri: si tratta di un importo medio pro capite pari a circa 252 euro, erogato a copertura del periodo di vacanza contrattuale gennaio-novembre 2006. Infine, come segnalato, in questo mese si registra il rinnovo, a più di un anno dalla scadenza del precedente contratto, dell’accordo per il personale a terra di Alitalia; esso prevede due aumenti tabellari nei mesi di luglio e dicembre 2007. Maggiori dettagli verranno diffusi con i comunicati stampa relativi ai mesi in oggetto. Nel mese di aprile, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,5 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti (Tabella 2): regioni ed autonomie locali (più 6,0 per cento), servizio sanitario nazionale (più 5,9 per cento), chimiche (più 5,2 per cento), agricoltura (più 5,0 per cento) e gomma e plastiche (più 4,6 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti pubblici esercizi e alberghi (più 0,4 per cento) e ministeri e credito (più 0,2 per cento), mentre per il contratto scuola la variazione risulta nulla. 5 Date le caratteristiche dell’indice delle retribuzioni contrattuali, finalizzato alla stima delle variazioni mensili della retribuzione basata sugli importi tabellari, gli arretrati e le erogazioni una tantum non ne modificano il valore; essi, tuttavia, concorrono al calcolo della retribuzione annua di competenza (cfr. Note informative e Glossario in appendice). Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, il recepimento, nel mese di aprile, di alcuni accordi determina un incremento della quota dei contratti in vigore dal 40,6 per cento dello scorso mese di marzo al 41,4 per cento di aprile. Alla fine del mese risultano in vigore 39 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,5 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 37 accordi relativi a circa 6,8 milioni di dipendenti e al 58,6 per cento del monte retributivo totale. La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è totale nell’agricoltura e nell’edilizia e quasi totale nel settore dell’industria in senso stretto (98,1 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano, invece, il settore del credito e assicurazioni (2,9 per cento), quello dei servizi privati (4,0 per cento) e quello dei trasporti, comunicazioni e attività connesse (24,0 per cento). Infine, relativamente alla pubblica amministrazione e al commercio pubblici esercizi e alberghi nessuno dei contratti osservati dall’indagine è in vigore (copertura nulla). Ove non avvenissero rinnovi, la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato in occasione del rinnovo della base) rilevata a aprile resterebbe stabile sino a giugno per poi scendere al 22,4 per cento a ottobre. In tale mese, inoltre, il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi risulterebbe pari al 77,5 per cento, rispetto al 58,6 per cento della fine di aprile 2007. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2007 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di aprile 2007, segnerebbe un incremento del 2,0 per cento. Di tale aumento complessivo, più della metà è conseguenza della dinamica registrata nell’anno 2006. mentre la parte restante deriva dai miglioramenti previsti per l’anno 2007. Nel semestre maggio-ottobre 2007, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale, in media pari all’1,8 per cento, presenterebbe un progressivo e deciso declino: dal 2,5 al 1,1 per cento. Occorre ribadire che queste proiezioni6 si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di aprile e che nell’interpretarle si deve tenere conto dell’incidenza dei contratti scaduti o in scadenza, presentata nella Tabella 4. Ad aprile 2007, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 55,5 per cento, in leggero calo rispetto al dato del mese precedente (56,2 per cento) in virtù dei rinnovi commentati, ma decisamente più alta rispetto al valore di aprile 2006 quando era pari al 48,0 per cento. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 12,0: circa uno in più rispetto al mese precedente e 2,3 in più rispetto ad aprile 2006. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 6,7 mesi: erano 6,2 a marzo 2007 e 4,6 ad aprile 2006. L’andamento degli indicatori di tensione contrattuale per l’intera economia è presentato nei successivi grafici. L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di febbraio 2007 aggiornando, al contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte. Nel primo bimestre dell’anno 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 156 mila (quasi l’85 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2006). Le principali motivazioni dei conflitti nei mesi di gennaio e febbraio sono da imputare al rinnovo del contratto di lavoro8 (circa il 26 per cento) e altre cause (23,7 per cento del totale).
Fonte: Istat
