Economia
09/05/2007
Economia dello spazio: rilanciare il settore per modernizzare l'Italia
“Lo Spazio offre oggi un contesto economico e tecnologico sempre più rilevante, ricco di stimoli e di possibilità di progresso nei campi più diversi, con applicazioni di servizi innovativi per il cittadino e le imprese e per la Pubblica Amministrazione. Il rilancio dell’industria spaziale italiana costituisce, perciò, non solo una priorità dettata dall’agenda della competizione internazionale, ma un’opportunità strategica per la modernizzazione del nostro Paese che non possiamo permetterci di sottovalutare” ha esordito Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici nell’aprire oggi i lavori del Convegno “Space Economy 2007”, giunto alla sua quinta edizione. All’incontro, promosso in collaborazione con Aiad (Associazione industrie per l’aerospazio i sistemi e la difesa), Asas (Associazione per i servizi e le applicazioni per lo spazio) e Sat Expo, ha preso parte, fra numerose presenze istituzionali e imprenditoriali, il Ministro dello sviluppo economico Luigi Bersani. L’industria spaziale italiana, che occupa oltre 6.000 addetti, distribuiti per il 66% nell’attività manifatturiera e il restante 34% nei servizi, nel 2005 ha realizzato un volume di fatturato pari a 1,5 miliardi di euro. Sul territorio vi sono iniziative importanti come il Distretto tecnologico aerospaziale del Lazio, quello della Campania, progetti avviati in Piemonte e in Sardegna. L’Italia partecipa a importanti progetti europei come il consorzio Galileo, Gmes, Cosmo-SkyMed. Ma tutto ciò non basta: “Se queste intraprese dimostrano l’interesse diffuso per il tema spazio – ha sottolineato Tripi – è pur vero che negli ultimi anni si è verificato un indebolimento delle posizioni italiane a livello internazionale, che oggi rischia di penalizzarci in quei campi, per altro sempre più numerosi, dove le applicazioni derivate dalle tecnologie spaziali stanno imprimendo un’accelerazione nello sviluppo di applicazioni avanzate”. A questo proposito, il Convegno è stata l’occasione per presentare il Quaderno “Tecnologie, progetti e prospettive della Space Economy italiana”, curato da Giovanni Caprara, che offre una panoramica delle grandi potenzialità dell’industria spaziale nel dar vita a servizi innovativi. Se l’area delle telecomunicazioni rimane indubbiamente privilegiata, assorbendo il 50-60% dei ricavi dell’industria spaziale europea (pari a 5 mld di euro), lo Spazio sta rinnovando profondamente la protezione civile e la sicurezza, la gestione delle emergenze, quella del traffico terrestre, la lettura e gestione del territorio, i servizi per l’agricoltura, la tutela dei beni ambientali e culturali, la sicurezza delle frontiere e delle infrastrutture, la telemedicina, la telemetria e il telecontrollo. Senza contare il contributo che il satellite offre al superamento del digital divide territoriale, consentendo anche a pubbliche amministrazioni non servite da reti di banda larga tradizionale di fornire servizi innovativi altrimenti improponibili. “L’utilizzo dello Spazio rappresenta una sfida economica e tecnologica altamente impegnativa – ha concluso il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici - che va affrontata con investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle imprese, e con una governance politica forte e coerente da parte delle istituzioni, in grado di garantire un quadro di sviluppo concorrenziale per il settore e avviare una collaborazione fra pubblico e privato rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità”. Dal canto suo il Ministro Pier Luigi Bersani ha dichiarato che “il Ministero dello Sviluppo economico è pienamente coinvolto nelle politiche dello Spazio ed ha un peso specifico decisivo in ambito di pianificazione e di intervento in questo settore. L’obiettivo che ci poniamo – ha spiegato - è quello di colmare il divario competitivo che separa l’industria europea da quella americana in termini di presenza sui mercati globali, attraverso la creazione di nuovi campioni europei nei settori a maggior contenuto tecnologico, in cui anche l’Italia può giocare un ruolo da protagonista. Con l’inserimento e la piena integrazione delle politiche industriali dedicate al settore spaziale all’interno del programma Industria 2015 intendiamo rafforzare il ruolo del pubblico nell’indirizzare le scelte di politica spaziale. Un esempio di questa nuova strategia industriale è il progetto Galileo, attraverso il quale è stata avviata la ricerca di nuove forme di coinvolgimento del privato che partecipa alla crescita di programmi la cui dimensione non si esaurisce più nella sola finanza pubblica. Questa –ha evidenziato Bersani - è la strada che perseguiamo, integrando sempre più risorse pubbliche e private verso settori tecnologici ad alto potenziale di sviluppo.
Fonte: Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
