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Economia


16/04/2007

Istat - Indice dei prezzi al consumo (definitivi Marzo 2007)

Le rilevazioni correnti sui prezzi al consumo svolte dall’Istituto nazionale di statistica danno luogo ad un sistema di indici costituito da: -indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC); -indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI); -indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Ue (IPCA). Ai sensi della legge 5.2.1992, n. 81, i due indici nazionali, espressi entrambi in base 1995=100, sono calcolati anche al netto dei consumi dei tabacchi. Nel mese di marzo 2007 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 131,2, registrando una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di febbraio e una variazione di più 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 130,6, ha presentato nel mese di marzo 2007 una variazione congiunturale di più 0,1 e una variazione tendenziale di più 1,6 per cento. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di marzo è stato pari a 103,5 registrando una variazione di più 1,2 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 2,1 per cento in termini tendenziali. L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato. Tale indice, relativo al mese di marzo 2007, verrà diffuso da Eurostat il giorno 16 aprile 2007, contestualmente a quelli degli altri paesi della Ue. Nel mese di marzo gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Trasporti (più 1,1 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,5 per cento); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura e Istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo Comunicazioni (meno 6,3 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,3 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 3,7 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,4 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 10,6 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,7 per cento). Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti (più 1,0 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,4 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (più 0,3 per cento); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura e Istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo Comunicazioni (meno 6,0 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,6 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 3,9 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,4 per cento); variazioni tendenziali negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (meno 11,1 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,6 per cento). Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice NIC si sono verificati nelle città di Palermo (più 2,4 per cento), Torino (più 2,2 per cento) e Genova (più 2,0 per cento); quelli più moderati hanno riguardato le città di Trieste e Firenze (più 1,2 per cento per entrambe) e Cagliari (più 1,3 per cento). Indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione europea (IPCA) (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo) – Italia Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abbigliamento e calzature (più 12,2 per cento), Trasporti (più 1,1 per cento) e Altri beni e servizi (più 0,6 per cento); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Servizi sanitari e spese per la salute, Ricreazione spettacoli e cultura e Istruzione; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 6,3 per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,3 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 3,8 per cento), Servizi sanitari e spese per la salute (più 3,5 per cento); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 10,6 per cento).


Fonte: Istat