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Economia


03/04/2007

Istat - Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche: IV trimestre 2006

L’Istat diffonde oggi il Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche (AP) relativo al quarto trimestre 2006. Le stime relative agli aggregati del conto sono elaborate nel rispetto di regole e definizioni armonizzate a livello europeo, contenute nel Regolamento sul sistema dei Conti Economici Integrati (SEC95) n. 2223/96 e in due Regolamenti specifici sulle statistiche congiunturali di finanza pubblica, n. 264/2000 e n. 1221/2002. Per la costruzione del conto trimestrale sono state utilizzate tutte le informazioni quantitative e qualitative di breve periodo disponibili al momento dell’elaborazione. Tuttavia, non avendo tali informazioni lo stesso grado di completezza e puntualità di quelle utilizzate per la costruzione del conto annuale, si è reso necessario l’utilizzo di metodi statistici finalizzati al miglioramento della qualità, della coerenza e della significatività delle stime dei dati trimestrali. I dati elaborati non sono però esenti da errori statistici di varia natura; come tutte le stime, anche quelle di contabilità nazionale possono risentire di fenomeni quali la parziale completezza delle informazioni di base, la non precisa classificazione dei dati raccolti da fonti amministrative e la possibile disomogeneità di trattamento contabile delle medesime operazioni da parte dei singoli enti. Questo implica che le statistiche pubblicate sono da considerarsi provvisorie e suscettibili di revisioni nelle successive edizioni. Nell’interpretazione dei dati va inoltre tenuto presente che, secondo quanto stabilito in sede comunitaria, le serie trimestrali delle voci del conto sono di tipo grezzo, cioè non depurate della componente stagionale. Questo spiega in gran parte la forte variabilità in corso d’anno degli aggregati del conto ed in particolare del saldo (indebitamento netto) che, per gli anni presi in considerazione, assume andamenti diversi nei trimestri in cui vengono adottati i vari provvedimenti di politica economica e le diverse manovre di bilancio. Nel Conto economico trimestrale, così come per il conto annuale, le operazioni effettuate dalle Amministrazioni pubbliche sono attribuite ai trimestri in base al principio della competenza economica (principio accrual), secondo il quale “i flussi sono registrati nel momento in cui il valore economico è creato, trasformato, scambiato, trasferito o estinto”. Per le stime delle diverse voci del conto si considera, quindi, come periodo di riferimento quello in cui si verificano gli eventi economici sottostanti, indipendentemente dal momento in cui avviene la regolazione contabile di cassa corrispondente (pagamenti e riscossioni). Le dinamiche di finanza pubblica Analizzando il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche relativo al quarto trimestre 2006 emerge che l’indebitamento netto delle AP2 in rapporto al Pil è pari al 5,9 per cento (3,9 per cento nel corrispondente trimestre del 2005). Complessivamente, l’indebitamento netto nell’anno 20063 è pari al 4,5 per cento rispetto al Pil, contro il 4,4 per cento del 2005. Nell’interpretare il confronto tra i dati del 2006 e quelli del 2005, si deve tener presente che nel quarto trimestre 2006 sono stati contabilizzati nelle altre uscite in conto capitale: - la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società TAV, per il finanziamento dell’Alta Velocità, in conseguenza dell’accollo diretto del debito di Infrastrutture SpA (ISPA) disposto dalla Legge Finanziaria del 2007 per un importo pari a 12.950 milioni di euro; - la retrocessione alla società di cartolarizzazione dei crediti di contributi sociali dovuti dai lavoratori agricoli, la cui riscossione era stata temporaneamente sospesa per legge, pari ad un ammontare di 734 milioni di euro. Nel quarto trimestre 2006, il saldo corrente (risparmio) è risultato positivo e pari a 9.971 milioni di euro, contro il valore positivo di 1.592 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell’anno precedente, con una incidenza positiva sul Pil pari al 2,5 per cento (più 0,4 per cento nel corrispondente trimestre del 2005). Complessivamente nell’anno 2006 il saldo corrente in rapporto al Pil risulta positivo e pari all’1,2 per cento (meno 0,7 per cento nell’anno precedente). Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo e pari a 4.443 milioni di euro (più 2.554 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2005), con una incidenza negativa sul Pil dell’1,1 per cento (più 0,7 per cento nel corrispondente trimestre del 2005). Nel 2006 il saldo primario rispetto al Pil risulta positivo e pari allo 0,1 per cento (più 0,3 nel 2005). Nel quarto trimestre 2006 le entrate totali sono aumentate in termini tendenziali del 5,5 per cento (Tabella 2) con un’incidenza sul Pil del 52,3 per cento (51,5 per cento nel corrispondente trimestre del 2005) (Figura 2 e Tabella 1). Le entrate correnti registrano un aumento tendenziale del 5,6 per cento dovuto alla crescita delle imposte dirette (più 8,5 per cento), delle imposte indirette (più 7,8 per cento), dei contributi sociali (più 4,3 per cento) e ad una diminuzione delle altre entrate correnti (meno 12,3 per cento). Le entrate in conto capitale fanno registrare una diminuzione in termini tendenziali dell’8,7 per cento, dovuta all’effetto combinato della diminuzione delle imposte in conto capitale (meno 80,7 per cento) e della crescita delle altre entrate in conto capitale (più 5 per cento). Nel quarto trimestre 2006 le uscite totali aumentano in termini tendenziali del 9 per cento. Il loro valore in rapporto al Pil è pari al 58,2 per cento (55,4 per cento nel corrispondente trimestre del 2005). Senza gli oneri straordinari le uscite totali del quarto trimestre risulterebbero aumentate del 2,4 per cento rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente. Le uscite correnti nel quarto trimestre 2006 registrano un aumento tendenziale dell’1,3 per cento. Tale aumento è dovuto all’effetto combinato della diminuzione dei redditi da lavoro dipendente (meno 6,7 per cento), della crescita del 3,6 per cento dei consumi intermedi e delle prestazioni sociali in denaro (più 4,2 per cento), delle altre uscite correnti (più 4,1 per cento) e degli interessi passivi (più 6,4 per cento). Le uscite in conto capitale, sono aumentate in termini tendenziali del 89,1 per cento. Tale aumento è la risultante di una crescita degli investimenti fissi lordi (più 15 per cento) e delle altre uscite in conto capitale (più 164 per cento).


Fonte: Istat