Economia
09/11/2007
Corte dei conti - Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Poste Italiane SpA per l'esercizio 2006
Nel panorama delle società partecipate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, Poste Italiane spa riveste una posizione di rilievo, considerati i positivi risultati economico-gestionali conseguiti nell'ultimo quinquennio.
La trasformazione da ente pubblico economico a società per azioni si è realizzata nel febbraio 1998 e in quell'anno il bilancio di esercizio chiudeva con una perdita equivalente a 1.300 milioni di euro.
La fase del risanamento, avviata a partire dallo stesso anno, ha portato al sostanziale pareggio dei conti nell'esercizio 2001; mentre nei successivi si è potuta constatare una parabola di sviluppo, tuttora in pieno svolgimento, con il conseguimento di utili in costante crescita.
Quanto finora realizzato è il frutto di scelte gestionali che si sono dimostrate valide nella loro attuazione e che annoverano tra gli elementi più qualificanti l'innovazione dei servizi, lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e informatiche e la politica di contenimento dei costi. La ben strutturata integrazione delle due principali componenti di Poste italiane spa (i servizi postali e quelli finanziari) ha determinato le condizioni di successo perduranti nell'esercizio 2006 oggetto dell'attuale analisi della Corte.
A livello di gestione economica il bilancio di Poste italiane spa, dell'esercizio 2006, si è chiuso con un utile di 483,3 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto al 2005 (€ 248 mln) evidenziando un significativo incremento dei ricavi (+4,5%) ed un sostanziale contenimento dei costi (+0,6%).
Nel settore dei Servizi Postali, si segnalano i maggiori ricavi rinvenienti dalla manovra tariffaria attuata a partire dal 2° semestre del 2006 (circa € 8 mln) negativamente compensata da una riduzione delle contribuzioni da parte dello Stato (-19 mln), mentre si incrementa l'onere residuo non coperto dalle compensazioni, lasciando a carico della Società l'importo di 241 mln di euro.
Il Piano Strategico del Gruppo Poste Italiane per il triennio 2007-2009 approvato dal CdA di Poste italiane spa nel luglio 2006 prevede il consolidamento degli attuali livelli di qualità, la razionalizzazione dei processi nei centri di smistamento e di recapito ed una gestione integrata e flessibile delle reti logistiche. E' evidente che la concreta realizzazione dei progetti sottostanti a ciascuna area di intervento, nel quadro di un mercato in crescente liberalizzazione, costituisce la condizione essenziale per il potenziamento e lo sviluppo dei nuovi servizi, specie di quelli integrati, offerti da Poste italiane spa.
Nel corso del 2006 si è consolidata la posizione del Bancoposta nelle attività di raccolta, intermediazione e collocamento dei prodotti di risparmio e investimento ma è rimasta immodificata la composizione dei ricavi in cui si evidenzia prevalente la parte derivante dai compensi spettanti per i servizi svolti per conto dello Stato (61,2% dei proventi del settore).
Il costo del lavoro, che copre il 65,9% dei costi di produzione, si è attestato a 5.454,4 milioni di euro ed ha registrato un miglioramento rispetto al 2005 (-2,5%) da ricollegare in buona misura ad un'entrata straordinaria pari a 191 mln di euro derivante da un accordo sindacale fatto con la categoria dei precari (contrattisti a tempo determinato) che ha inoltre permesso la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro ed ha determinato minori accantonamenti al fondo rischi.
Sempre tra i costi per il personale va annoverato l'aumento degli oneri sostenuti dalla Società per le procedure di esodo incentivato e per l'accantonamento al Fondo di solidarietà ammontanti a 278,5 milioni di euro.
Il maggiore incremento dei ricavi rispetto ai costi ha determinato un risultato operativo netto di 1.194 milioni di euro, in crescita del 44,4% sul 2005. L'utile netto dell'esercizio, di 483 milioni di euro, è il risultato residuale dopo la detrazione delle imposte d'esercizio pari a € 688,9 mln da un totale di utili lordi ammontanti a € 1.172 mln. Il carico fiscale ha inciso per il 59% sugli utili lordi.
L'utile netto, come sopra indicato, rappresenta un traguardo positivo, peraltro raggiunto per il quinto anno consecutivo e deve essere visto come il prodotto di scelte gestionali valide nella loro attuazione, che annoverano tra gli le elementi più qualificanti l'innovazione dei servizi, lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e informatiche e la politica di contenimento dei costi. Questi fattori hanno potuto determinare condizioni di successo in quanto si sono realizzati in un contesto che ha visto la forte integrazione delle due componenti di Poste italiane spa: i servizi postali e quelli finanziari.
Il futuro di Poste italiane spa, comunque, appare condizionato da due variabili non del tutto ponderabili:
- il processo di liberalizzazione che investe i servizi postali, la cui completa apertura del mercato è stata posticipata al 1° gennaio 2011;
- le modalità di individuazione, per ciò che concerne BancoPosta e la sua operatività, di un "patrimonio destinato" in coerenza con le disposizioni della Banca d'Italia.
Per entrambe si impongono decise e chiare scelte di tipo governativo che attengono alla definizione delle modalità di copertura del servizio universale per i servizi postali e all'adozione delle iniziative per una risposta adeguata alle problematiche gestionali e di vigilanza del BancoPosta.
Questo clima d'attesa non interrompe, comunque, l'avanzamento del processo di rinnovamento tecnologico avviato da Poste italiane per l'aggiornamento del parco applicativo.
Il 2006 ha visto la completa realizzazione della "Service Control Room", sala di controllo in grado di monitorare in tempo reale i servizi offerti e di intervenire con efficacia e tempestività sui sistemi e sulle reti.
Per quanto attiene alla Sicurezza ICT (rivolta alla Information and Communication Tecnology) sono proseguiti gli investimenti destinati al settore per la messa in atto di meccanismi di protezione in grado di rilevare, riconoscere ed eliminare le minacce prima che possano provocare danni anche se si sono dovuti constatare ritardi riguardanti gli interventi nella sicurezza informatica propri del sistema BancoPosta.
Fonte: Corte dei Conti
