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Economia


16/10/2007

Welfare, Confindustria: Non lievi modifiche, si č riscritta la disciplina del contratto a termine

Il testo del disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, riproduce sostanzialmente i contenuti del Protocollo firmato il 23 luglio, ad eccezione della parte relativa alla disciplina dei contratti a termine. Sono state introdotte non “lievi modifiche” ma, per certi versi, si è proceduto ad una vera e propria riscrittura della disciplina complessiva del contratto a termine. Si tratta di modifiche che non intervengono solo sulla legge del 2001 ma peggiorano anche le norme del 1962.
La limitazione dei contratti a termine a 36 mesi, più una “proroga assistita”, viene adesso disciplinata con un meccanismo così rigido che in settori come quello dell’industria alimentare e dell’industria del turismo, caratterizzati da un elevato numero di lavoratori stagionali, creerà situazioni di grande incertezza.
Vengono poi previsti - senza che vi sia stata alcuna intesa in tal senso - nuovi limiti al ricorso ai contratti a termine stipulati per “punte di attività”, per opere o servizi straordinari o occasionali e a tutte le ipotesi di assunzione con contratto a termine di giovani dopo un periodo di stage o di lavoratori ultracinquantenni. In tutti questi casi, il disegno di legge prevede ora che siano stabiliti limiti percentuali massimi di utilizzazione.
Non si può quindi parlare di piccole modifiche di chiarimento rispetto a quanto concordato il 23 luglio, bensì di scelte precise che il Governo ha fatto in aggiunta alle intese con le parti sociali. Su questi punti occorre riaprire la discussione nel rispetto dello spirito del Protocollo: contrastare il rischio di abusi nell’utilizzo dei contratti a termine, su cui Confindustria è pienamente d’accordo, senza irrigidire il mercato del lavoro.


Fonte: Confindustria