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Settori economici

Commercio all'ingrosso e al dettaglio
19/10/2007

Lievitano le vendite di Iper e Supermercati

L’aumento contenuto dei prezzi nei mesi di luglio e agosto scorsi ha consentito agli Iper e Supermercati italiani di incrementare le vendite e far crescere, così, il fatturato. Nel IV bimestre dell’anno, i volumi intermediati dalla Grande Distribuzione Organizzata hanno evidenziato un’accelerazione all’1.8%, rispetto ad una dinamica media della prima parte dell’anno dell’1.4%. L’andamento dei prezzi nei due mesi estivi, invece, è rimasto sostanzialmente stabile, registrando un +1,3%.
La crescita dei volumi continua ad essere sostenuta esclusivamente dalle quantità intermediate dai punti vendita di nuova apertura. Si assiste però anche al graduale ridimensionamento delle perdite della rete di vendita preesistente, che passano da flessioni del –4.3% del primo semestre dell’anno al –3.9% del IV bimestre. L’espansione della rete commerciale contribuisce comunque al risultato complessivo con un tasso di crescita del 5.7%, fra i più elevati degli ultimi anni, ma tuttavia stabilizzato da inizio 2007.

E’ quanto mostra Vendite Flash, il bollettino del Centro Studi di Unioncamere dedicato al monitoraggio bimestrale del giro d’affari della Grande distribuzione organizzata di tutta Italia  (la newsletter è disponibile sul sito www.unioncamere.it).


Il costo della spesa per reparto
Nei reparti del largo Consumo Confezionato (che comprende drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona), a luglio e agosto il costo della spesa rallenta lievemente rispetto ai primi sei mesi dell’anno (-1,3% a fronte di una media del primo semestre 2007 dell’1,4%), mentre nel segmento alimentare il costo della spesa cresce dell’1.5%. All’interno del segmento si delineano però dei cambiamenti di tendenza. Il più evidente sembra essere il percorso di aumento del fresco, che da variazioni dell’1.3% nella prima metà dell’anno si è gradualmente portato al 2%. Accelerano anche il reparto delle bevande, che raggiunge il 2% anno su anno, e quello del freddo, che, dopo le lievi flessioni della prima parte del 2007, ritorna in positivo (+0.5% nel IV bimestre). Opposta  la tendenza della drogheria alimentare, dove i prezzi risultano in rallentamento di circa un punto percentuale, sino allo 0.8%. Fra le merceologie non alimentari del Largo Consumo Confezionato, i prodotti per la cura della casa sono interessati da una fase di decelerazione che porta il costo della spesa a crescere di circa lo 0.5% nel bimestre, tasso di variazione decisamente inferiore al +1.8% che ha caratterizzato la prima parte dell’anno. Al contrario, gli articoli per la cura della persona tendono a confermare la maggior crescita del costo della spesa gradualmente prodottasi nei mesi precedenti, assestandosi poco sotto l’1%.

Le dinamiche regionali
Il IV bimestre presenta un quadro caratterizzato da variazioni più vivaci nel Nord-Est e nel Sud e isole, i cui risultati, superiori al dato medio nazionale, sono pari rispettivamente al 3.8% e al 4.5% annuo. Nelle altre due aree le performance risultano sensibilmente inferiori: nel Nord-Ovest la crescita del fatturato si ferma al 2.2%, mentre al Centro raggiunge il 2.5%. L’unica regione a presentare una flessione del giro d’affari – peraltro marginale - è la Sardegna (-0,1%).
Fra le regioni meridionali spicca il risultato della Campania che presenta un tasso di crescita del giro d’affari superiore al 7% anno su anno. In Sicilia e Calabria, invece, il valore delle vendite progredisce a ritmi del 4%. Chiude lo scenario dell’area la Puglia dove la performance del fatturato si ferma allo 0.4%.  La variazione dei fatturati nel Centro è la sintesi di performance regionali tutte al di sotto della media nazionale. La più elevata è quella della Toscana, in cui il tasso di crescita tendenziale si porta al 2.7%. Pari invece a 0,0 è l’andamento delle Marche mentre Lazio e Umbria sperimentano incrementi compresi fra il 2% e il 2.5% anno su anno.  Nel Nord-Ovest solo il Piemonte riesce a portare il fatturato al 2.8% anno su anno. La Lombardia e la Liguria presentano invece un incremento del giro d’affari di poco superiore al 2%. Le regioni nord-orientali sono caratterizzate da dinamiche piuttosto elevate, con una punta nel Trentino Alto Adige all’8.5% e del 4% in Emilia Romagna. Segue infine il Veneto, posizionandosi all’1.8%.


Fonte: Unioncamere