Settori economici
09/10/2007
Kazakhstan: ABI, banche italiane puntano su Asia centrale
600 milioni di euro già stanziati dal settore bancario per sostenere le imprese italiane in Kazakhstan. A
tanto ammonta, secondo la stima dell’ABI sui dati dei gruppi bancari più attivi sui mercati esteri, il
plafond già messo a disposizione dalle banche italiane per finanziare l’import-export e gli investimenti
in questo importante mercato. Il dato è stato presentato oggi dal Presidente dell’ABI, Corrado Faissola,
durante il Forum economico organizzato in occasione della missione di ABI, Confindustria, Ice e
Unioncamere, al seguito del Presidente del Consiglio Romano Prodi e del Ministro del Commercio
Internazionale Emma Bonino. La prima missione congiunta del sistema-Italia in Asia centrale.
«Consolidare il dialogo e la collaborazione politica ed economica tra Kazakhstan e Italia – ha dichiarato
Faissola - vuol dire in primo luogo consolidare la conoscenza e la stima reciproca, grazie anche alle
iniziative di business ed alla volontà degli operatori italiani e kazaki di parlare un linguaggio comune,
che è quello del “fare impresa”. Questa missione – ha aggiunto il Presidente dell’ABI - è la prima che
banche, imprese ed istituzioni realizzano insieme in Asia Centrale: aver scelto il Kazakhstan testimonia
il concreto interesse del Sistema-Italia per questo mercato e per le sue importanti prospettive di crescita.
È proprio da qui, infatti, che vogliamo partire, da un lato per sviluppare nuove iniziative di business e
rafforzare la collaborazione con i partner locali e, dall’altro, per accedere agli altri Paesi dell’area -
Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan – e coglierne le opportunità di investimento». Con
questo stesso obbiettivo, tra l’altro, nella seconda metà di ottobre una delegazione di banche e dei
principali intermediari uzbeki guidata dall’Associazione Bancaria della Repubblica dell’Uzbekistan sarà a
Roma e Milano per incontrare esponenti del settore bancario italiano.
Il plafond per le imprese
Secondo la stima condotta da ABI sui dati dei gruppi bancari più attivi sui mercati esteri, il settore ha
già messo a disposizione 600 milioni di euro per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane
in Kazakhstan. La metà del plafond è già stata utilizzata per finanziare progetti ed iniziative di business
nel mercato kazako, mentre il restante 50% è ancora disponibile per sostenere nuove attività
imprenditoriali in quest’area. «Queste risorse – ha detto il Presidente Faissola – sono la prova tangibile
di come le banche italiane puntano sul Kazakhstan e sul successo delle iniziative che gli imprenditori
italiani sapranno avviare su questo interessante mercato».
In particolare, il 62% del plafond è destinato ad operazioni a breve, mentre il rimanente 38% è allocato
sul medio-lungo termine. Questa allocazione riflette la natura della domanda di finanziamento per
l’operatività delle imprese con il Kazakhstan, che è maggiore per l’export a breve soprattutto di beni
durevoli e di componenti per impianti.
La presenza delle banche italiane in Kazakhstan
Le imprese italiane che scelgono di operare in Kazakhstan possono contare sulla presenza e
sull’assistenza di importanti interlocutori di riferimento, grazie anche all’intenso e rapido processo di
internazionalizzazione che ha inciso profondamente sulle banche italiane.
La recente acquisizione da parte di Unicredit Group della terza banca del Paese - che a sua volta
controlla intermediari bancari in Kyrgyzstan, Russia e Tajikistan – consentirà agli operatori italiani di
avvalersi di una banca presente in modo capillare sul territorio e specializzata nell’assistenza alle piccole
e medie imprese. Grazie a questa operazione, inoltre, Unicredit diventerà la prima banca estera nel
Paese. Attraverso le proprie capogruppo, anche Antonveneta, Cariparma e Friuladria sono presenti sul
mercato locale per offrire il necessario supporto ai clienti che decidono di investire nel Paese (la prima
con tre succursali nelle principali città kazake e le altre due con un ufficio di rappresentanza ad Almaty).
Infine, BNL - Gruppo BNP Paribas e la Banca Popolare di Vicenza hanno scelto la via degli accordi di
collaborazione con le principali controparti locali per supportare gli imprenditori e agevolarne l’ingresso
nei circuiti finanziari locali.
«Grazie all’apertura del mercato finanziario kazako agli operatori stranieri – ha sottolineato Faissola - la
presenza delle nostre banche è certamente destinata a crescere e gli imprenditori italiani potranno
contare sempre più su un intermediario radicato nel contesto locale ma che “parla la loro lingua”». In
questa prospettiva, durante la missione i vertici dell’ABI incontreranno alcuni rappresentanti della
Banca centrale kazaka e delle Autorità di regolamentazione del Regional Financial Center, oltre ai
principali intermediari locali, per verificare le opportunità di partnership e di collaborazione offerte dal
mercato.
La delegazione bancaria
La missione economica in Kazakhstan – alla quale partecipano sette gruppi che rappresentano il 70%
del settore (Banca Antonveneta, Banca Mps, Banco Popolare, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit
Group, Ubae) – testimonia il crescente interesse dell’industria bancaria per questo mercato e, più in
generale, la costante attenzione delle banche italiane per le strategie di internazionalizzazione. A livello
di settore, questa attenzione trova riscontro nelle numerose missioni realizzate in questi ultimi due anni,
insieme a istituzioni, Confindustria ed Ice, alla volta di mercati vicini di casa come Bulgaria, Turchia,
Marocco, Tunisia ed Algeria, senza dimenticare quelli più lontani ma con grandi potenzialità di crescita
come Cina, India, Brasile, Emirati Arabi, Sud Africa e Kazakhstan.
Fonte: Abi
