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Economia


26/10/2007

Istat - Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro: settembre 2007

Alla fine di settembre 2007 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano il 37,3 per cento degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000=100); ad essi corrisponde una quota pari al 35,3 per cento del monte retributivo osservato.
Nel mese di settembre 2007 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, è risultato pari a 118,9 con una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese precedente e con un incremento dell’1,8 per cento rispetto a settembre 2006. L’aumento registrato nel periodo gennaio-settembre 2007, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 2,3 per cento.

L’incremento congiunturale dell’indice generale registrato nel mese di settembre 2007, pari a più 0,2 per cento, deriva da numerosi eventi contrattuali. Si rilevano: i primi miglioramenti economici derivanti dal rinnovo di tre accordi (alimentari; olearie e margariniere; pubblici esercizi e alberghi), la corresponsione degli aumenti tabellari previsti da numerosi contratti in vigore (conciarie, laterizi e manufatti in cemento, grafiche, autoferrotranvieri, radio e tv private) e l’aggiornamento di specifiche indennità nel contratto trasporto merci su strada e in taluni accordi provinciali dell’edilizia. Si segnala, infine che a settembre è stata sciolta la riserva per il contratto delle telecomunicazioni ed è stato definitivamente approvato quello per i dipendenti dei ministeri: per entrambi i primi aumenti tabellari saranno erogati da ottobre.
L’incremento congiunturale dell’indice delle retribuzioni orarie che si osserva nel settore alimentari bevande e tabacco, pari al 2,7 per cento, deriva dal rinnovo del quadriennio normativo e del primo biennio economico degli accordi che regolano i dipendenti delle industrie alimentari e di quelli olearie e margariniere. Gli accordi, siglati a pochi giorni di distanza tra di loro, prevedono in particolare aumenti tabellari in tre tranche a partire dai mesi di giugno 2007, aprile 2008 e gennaio 2009. L’accordo per le industrie olearie e margariniere ha anche stabilito, nell’ottica di un percorso di unificazione con il contratto degli alimentari, l’adeguamento degli importi degli scatti di anzianità, con un incremento complessivo del 12 per cento in quattro anni a partire da giugno 2007.

La corresponsione della prima rata di aumenti determina per entrambi i contratti una crescita media delle retribuzioni di 51 euro2, e un incremento congiunturale dell’indice orario pari al 2,8 per cento per il contratto alimentari e del 3,0 per cento per quello olearie e margariniere. Poiché gli aumenti tabellari decorrono da
giugno, sono stati anche conteggiati arretrati, a copertura del periodo giugnoagosto 2007, il cui importo medio pro capite è pari a 177 e 130 euro, rispettivamente per i dipendenti delle industrie alimentari e per quelli delle industrie olearie e margariniere.
Da settembre le retribuzioni dei dipendenti regolati dal contratto della concia sono aumentate in media di 30 euro, a seguito della corresponsione della seconda rata (di tre) di aumenti tabellari. Ne deriva una crescita dell’indice delle retribuzioni orarie di contratto del 2,1 per cento, che si riduce allo 0,1 per cento nella più ampia branca tessili, abbigliamento e lavorazione pelli.
La variazione congiunturale che si registra nel settore carta, editoria e grafica, pari a più 0,5 per cento, è determinata dal terzo (ed ultimo) aumento tabellare previsto dal contratto delle industrie grafiche: l’incremento, mediamente pari a 21 euro pro capite, determina una variazione nell’indice orario di contratto di più 1,1 per cento.
Per i dipendenti regolati dal contratto laterizi e manufatti in cemento si rileva l’aumento di circa 31 euro pro capite (ultima di tre tranche) ed un incremento dell’indice relativo del 2,1 per cento: nella più ampia branca della lavorazione minerali non metalliferi ciò determina un incremento congiunturale dello 0,5 per cento.

Per gli operai edili si registra l’aggiornamento, in 12 province, degli importi relativi ad una o più indennità fissate a livello territoriale. Le retribuzioni nell’intero settore aumentano in media di poco meno di 3 euro e per l’indice orario si registra una variazione di più 0,2 per cento.
Di particolare interesse è il rinnovo del contratto relativo ai pubblici esercizi ed alberghi, che interessa oltre 400 mila dipendenti. Come per il precedente (siglato a luglio 2003), il nuovo contratto regola, oltre alla parte normativa, anche i due bienni economici, coprendo pertanto il periodo gennaio 2006-dicembre 2009. Esso
prevede un aumento complessivo lordo a regime pari a 135 euro per i dipendenti inquadrati nel IV livello (presi a riferimento dall’accordo), da corrispondersi nei mesi di: luglio 2007 (40 euro), gennaio 2008 (45 euro), luglio 2008 e luglio 2009 (stesso importo, 25 euro). L’applicazione della prima tranche determina una
crescita media delle retribuzioni intorno a 34 euro pro capite e una variazione del relativo indice di più 2,2 per cento. A copertura dei diciotto mesi di vacanza contrattuale (gennaio 2006-giugno 2007), si è stabilito il pagamento di un importo una tantum, parametrato per livello, suddiviso in due rate il cui valore è rispettivamente pari a 156 e 185 euro. Infine, in considerazione delle decorrenza della prima rata di aumenti (luglio 2007), sono stati anche conteggiati arretrati per un importo medio di circa 78 euro.
L’incremento dell’1,0 per cento che si osserva nell’indice orario della branca dei trasporti deriva da due diverse applicazioni contrattuali. La prima è relativa all’erogazione della seconda (e ultima) rata di aumenti previsti dal contratto degli autoferrotranvieri, il cui valore medio (circa 60 euro pro capite), determina una
variazione dell’indice di contratto pari a più 3,1 per cento. La seconda applicazione si riferisce all’aggiornamento dell’indennità di trasferta per i dipendenti regolati dal contratto trasporto merci su strada, secondo quanto disposto nell’accordo per il secondo biennio economico siglato a luglio 2007: nel mese di settembre, pertanto, si riscontra un incremento medio pro capite pari a circa 7 euro, a cui corrisponde una variazione congiunturale dell’indice di contratto pari a più 0,4 per cento.
A settembre è stata erogata la seconda e ultima tranche di aumenti tabellari previsti dal contratto delle radio e televisioni private: l’aumento medio pro capite (circa 38 euro) corrisponde a una variazione congiunturale pari a più 2,5 per cento nell’indice orario di contratto. Nella più ampia branca delle attività radiotelevisive questi aumenti determinano un incremento dell’indice orario dell’ 1,1 per cento.
Con la retribuzione del mese di settembre 2007, è prevista la corresponsione ai dipendenti regolati dal contratto case di cura e istituti privati, degli arretrati di competenza per l’anno 2004, per un valore medio di 465 euro.
Tra gli eventi osservati nel mese di settembre, si rileva infine sia la firma definitiva dell’accordo per i dipendenti dei ministeri, sia lo scioglimento della riserva sull’accordo per i dipendenti delle telecomunicazioni, siglato il 31 luglio 2007.
Il contratto per i ministeri è relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al primo biennio economico 2006-2007, mentre l’accordo per le telecomunicazioni si riferisce al secondo biennio (gennaio 2007-dicembre 2008). Per entrambi, i primi miglioramenti retributivi si osserveranno a partire dal mese di ottobre (per una
descrizione più dettagliata si rinvia al prossimo comunicato, che verrà diffuso il 27 novembre 2007).

Si segnala inoltre che, sempre nel mese di settembre, sono state siglate le ipotesi di accordo relative ai contratti carta e cartotecnica e assicurazioni: per la loro applicazione si attende la ratifica definitiva da parte delle organizzazioni sindacali. Nel mese di settembre, a fronte di una variazione tendenziale media di più 1,8 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: energia elettrica, gas e acqua (più 5,1 per cento), attività radiotelevisive (più 4,4 per cento), edilizia (più 4,3 per cento), lavorazione minerali non metalliferi (più 3,9 per cento), alimentari, bevande e tabacco (più 3,7 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti del credito (più 0,5 per cento), dei militari-difesa e delle assicurazioni (per entrambi, più 0,6 per cento), servizi privati alle imprese (più 0,8 per cento), come anche per il contratto del commercio (più 1,0 per cento); per quanto riguarda i contratti scuola, ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e forze dell’ordine, la variazione risulta nulla.
Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, la quota dei contratti in vigore in rapporto al monte retributivo è aumentata dal 27,2 per cento osservato ad agosto al 35,3 per cento di settembre, conseguentemente al recepimento degli accordi rinnovati nel mese (alimentari; olearie e margariniere,
pubblici esercizi e alberghi, telecomunicazioni e ministeri). Alla fine di settembre risultano in vigore 44 contratti, che regolano il trattamento economico e normativo di circa 4,6 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 32 contratti relativi a circa 7,7 milioni di dipendenti e al 64,7 per cento del monte retributivo totale.

La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale. La copertura è totale nell’agricoltura e nell’edilizia, piuttosto elevata nel settore trasporti, comunicazioni e attività connesse (84,0 per cento) ed è, invece, limitata nell’industria in senso stretto (48,1 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano i rimanenti settori, e in particolare commercio, pubblici esercizi e alberghi (22,8 per cento), servizi privati (6,9 per cento), pubblica amministrazione (6,7 per cento, mentre nel mese precedente la copertura era nulla) e infine credito e assicurazioni (2,9 per cento).
Ove non avvenissero rinnovi, la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore (in termini di monte retributivo contrattuale rispetto al totale osservato in occasione del rinnovo della base) rilevata a settembre resterebbe pressoché costante fino alla fine dell’anno, riducendosi a gennaio 2008 al 16,1 per cento. A
marzo 2008, il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi ammonterebbe al 64,8 per cento del totale, rispetto al 48,2 per cento di settembre 2007.

L’Istat diffonde in questa sede i dati sui conflitti derivanti dalle segnalazioni delle questure, limitando la pubblicazione alle statistiche sulle ore non lavorate per i conflitti originati dal rapporto di lavoro. Nel presente comunicato vengono pubblicati per la prima volta i dati parziali del mese di luglio 2007 aggiornando, al
contempo, i valori relativi ai mesi precedenti con le informazioni sopraggiunte.
Nel periodo gennaio-luglio 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 1,3 milioni, il 47,8 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 2006. Le principali motivazioni dei conflitti nel periodo sono da imputare al rinnovo del contratto di lavoro e alle altre cause8, con quote percentuali sul totale delle ore non lavorate rispettivamente pari al 31,3 e al 41,9 per cento.


Fonte: Istat